Colesterolo alto o aumento di peso? Può essere la tiroide
Sabato 15 marzo, l'endocrinologia dell'ospedale di Circolo apre le porte per una visita gratuita alla tiroide, ghiandola spesso sottovalutata
La tiroide: tutti sanno cos’è ma pochi la tengono sotto controllo. Stando ai dati statistici, infatti, le percentuali di disfunzioni e patologie legate a questa ghiandola sono abbastanza diffuse, ma per lo più ignorate.
Per sensibilizzare i varesini, la divisione di Endocrinologia dell’ospedale di Circolo, guidata dal professor Luigi Bartalena, aprirà le porte sabato 15 marzo per una valutazione gratuita ecografica e clinica della tiroide.
«L’un per cento della popolazione soffre di ipertiroidismo (eccesso di lavoro), il 3% di ipotiroidismo, tra il 5 e il 10% presenta noduli palpabili ma tra il 30 e il 40% delle persone adulte ha noduli non riscontrabili al tatto ma visibili con un’ecografia». A parlare è il professor Luigi Bartalena che ha voluto organizzare quest’appuntamento per avvicinare l’ospedale alla città.
Sono molto più di quanto si pensi le disfunzioni legate alla tiroide: un eccesso di stanchezza, l’aumento di peso, forme di insonnia e palpitazioni cardiache, la crescita del colesterolo. Sintomi, cioè, molto diffusi ma che raramente si associano a problemi legati alla ghiandola: «I medici di medicina generale sono molto attenti a queste problematiche – spiega il primario – e consigliano verifiche ed esami appropriati. L’appuntamento di sabato vuole essere un’occasione per quanti non solo non hanno precisi sintomi ma non hanno mai neppure pensato a disfunzioni tiroidee».
I problemi legati alla tiroide interessano in modo trasversale la popolazione di ogni età. Sono più colpite le donne, a causa degli estrogenti: « Sottovalutare queste disfunzioni può portare a disturbi anche importanti sul piano cardiologico, per esempio, o lipidico, con l’aumento del colesterolo, o legati all’osteoporosi, insomma: su tutto il quadro generale potrebbe risentirne».
Le disfunzioni della tiroide hanno adeguati trattamenti medici o chirurgici che risolvono completamente la situazione: «L’ipotiroidismo – spiega il professor Bartalena – si cura con ormoni tiroidei che sopperiscono alla mancata produzione da parte della tiroide danneggiata da un’infiammazione. Più complicata è la terapia in caso di ipertiroidismo: può essere farmacologica e durare un paio d’anni, oppure chirurgica o radioiodica. In caso di noduli, infine, solo il 5% dei casi è di natura maligna: nella quasi totalità dei casi, comunque, la terapia assicura la guarigione totale».
I problemi tiroidei hanno spesso natura genetica e, quindi, sono ereditari. Ci può essere, però, una componente ambientale che si riscontra nei casi di gozzo o noduli, ed è legata alla mancanza di iodio: « Questi casi si sono riscontrati soprattutto nella popolazione anziana. Oggi è stato introdotto nell’alimentazione il sale iodato, fondamentale soprattutto nella dieta dei bambini. È consigliabile non sottovalutare mai la tiroide, anche perchè è facilmente curabile».
Dalle 9 alle 18 di sabato 15 marzo, quindi, il professor Bartalena e la sua equipe, formata da due ricercatrici e alcuni medici specializzandi, sarà a disposizione di chi voglia controllare la priopria ghiandola. La visita durerà una decina di minuti: verrà effettuata un’ecografia e una visita clinica. In caso di problemi, il personale darà una serie di indicazioni per approfondire l’indagine.
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