Luigi Russolo pre-futurista
Una mostra inedita presenta le opere dell’artista che precedono la grande epoca futurista. Incisioni, disegni e dipinti
Un grande evento che per la prima volta presenta al pubblico alcune opere inedite di Luigi Russolo. La mostra presso il Liceo Artistico A. Frattini e il Museo Flaminio Bertoni di Varese è dedicata alla produzione dell’artista di Portogruaro, che visse e morì sulle sponde del Lago Maggiore a Laveno, di grafiche, disegni e dipinti che precedono il periodo futurista, al quale l’artista aderì e che ne divenne uno dei firmatari del Manifesto. La fama di Russolo è, infatti, legata alla sua esperienza futurista, maturata fin dagli inizi assieme a Boccioni, alla “scuola” di Marinetti. Con Boccioni, Carrà, Severini e Balla firma il Manifesto dei pittori futuristi nel 1910 e quindi il Manifesto tecnico della pittura futurista.
La sua frequentazione della pittura è assidua agli inizi, prima in ambito divisionista e simbolista e poi nella intensa stagione futurista, e nell’ultimo decennio della sua vita, a partire dal 1938, quando – stabilitosi ormai a Cerro di Laveno dopo aver vissuto a Parigi e in Spagna – si dedica ad una pittura che definisce egli stesso classico-moderna. Il periodo centrale della sua vita, invece, è dedicato in modo pressoché esclusivo alla musica: nel 1913 firma la lettera-manifesto L’arte dei rumori, dedicata al musicista futurista Balilla Pratella, e da allora la sua ricerca si muove tra suoni e umori. Molti gli strumenti da lui progettati, dagli intonarumori ai gorgogliatori, crepitatori, ululatori, rombatori, scoppiatori, sibilatori, ronzatori, stropicciatori e scrosciatori, fino al rumorarmonio, con cui tiene, o partecipa, ai concerti futuristi.
La mostra, che nasce con l’intento di presentare la serie completa delle opere grafiche, realizzate tra 1907 e 1912-12, in cui si assiste alla evoluzione della sua ricerca di immagine, dai paesaggi della tradizione alle “visioni” simboliste, fino alle considerazioni sulla nuova città industriale e – in parallelo alla ricerca dell’amico Boccioni – l’attenta e affettuosa narrazione della vecchiaia della madre. Un’unica incisione del 1912-13 indica il suo passaggio nella esperienza futurista.
A questo blocco di opere grafiche di età giovanile fa da contrappunto la serie di disegni e di dipinti, in buona parte inediti, che egli realizzò proprio nel varesotto, a Cerro, dove trascorse gli ultimi quindi anni della sua vita. Fra i disegni, in bella evidenza un autoritratto molto intenso concentrato sugli occhi e appena accennato nel volto, e una serie di progetti di dipinti eseguiti a matita o a pastello dove appaiono bene individuati quali sono i colori da usare passando alla pittura. Tra i dipinti spiccano i suoi tramonti e un olio dedicato alla luna, splendido nel trattamento della luce, e uno Studio di Bimba decisamente enigmatico.
La mostra, che è curata da Luigi Cavadini, autore anche del saggio in catalogo dedicato all’opera grafica, resterà aperta al pubblico fino al 25 maggio, presso il Liceo Artistico (dal lunedì al sabato 9.30-13.00 e 14.30 alle 18.30) e presso il Museo Flaminio Bertoni (martedì, giovedì, sabato e domenica 14.30-18.30), entrambi in Via Valverde 2 a Varese. L’ingresso è gratuito.
Inaugurazione mercoledì 7 maggio ore 11.00.
LUIGI RUSSOLO
grafiche disegni dipinti
Liceo artistico A. Frattini Varese, Via Valverde 2
dal lunedì al sabato 9.30-13.00 e 14.30-18.30
Museo Flaminio Bertoni Varese, Via Valverde 2
martedì, giovedì, sabato e domenica 14.30-18.30
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