Chirurgia vascolare e urologia: due reparti di lunga tradizione
L'unità diretta dal dottor Tori nacque nel 1981: oggi supera i mille interventi all'anno. L'urologia venne fondata dal professor Sartorelli nel 1968
La ristrutturazione ha riguardato il quarto piano del padiglione polichirurgico. Dal settimo piano scenderanno al quarto due unità operative: la chirurgia vascolare e l’urologia.
L’Unità Operativa di Chirurgia Vascolare è stata
costituita nel 1981, quando venne nominato primario il prof. Sandro Costantini.
Il reparto vantava all’epoca una casistica chirurgica di circa 800
interventi/anno.
Attualmente l’Unità Operativa è diretta
dal dott. Antonio Tori e con 20
letti e 5 sedute settimanali supera i 1.000
interventi (200 varici – 100 aneurismi- 200 carotidi – 400 periferici – 100
miscellanea)
La Chirurgia Vascolare dell’Ospedale di Busto Arsizio è stata tra le prime in
Italia a eseguire gli interventi di disostruzione della carotide in anestesia
loco-regionale, interventi per ischemia cerebrale in urgenza, interventi di
simpaticectomia lombare (recisione di
nervi del sistema simpatico lombare) in Videolaparoscopia, ad utilizzare l’intervento
con radiofrequenza e poi laser sulle varici.
Nel 1991 nel reparto è stata avviata l’attività endovascolare – trattamento
alternativo a quello chirurgico, cioè angioplastica – con all’attivo oltre 4.000
procedure. Nel 1999 è stata la volta dell’ambulatorio delle lesioni trofiche,
cioè le ulcere degli arti inferiori (7.000 medicazioni all’anno) e del
trattamento dell’ischemia critica con neurostimolatore.
L’Unità Operativa è convenzionata con la la Scuola di specialità dell’Università degli Studi di Milano.
L’Unità Operativa di Urologia dell’ospedale di Busto
Arsizio si occupa della diagnosi e della cura delle patologie urologiche sia programmate
sia d’urgenza.
Sin dalla sua istituzione nel 1968 sotto la guida del
prof. Enrico Signorelli e quella del suo successore Alberto Mandressi, la
struttura si è occupata delle patologie neoplastiche della vescica, della
pro
stata, dei reni e dei testicoli. Nel corso degli anni, il reparto, ora diretto dal dott. Carlo Buizza, è
diventato centro di riferimento per il trattamento mininvasivo della calcolosi
urinaria e centro particolarmente attivo nella terapia endoscopica
dell’ipertrofia prostatica. Inoltre, l’Urologia bustocca vanta una delle
maggiori casistiche in campo nazionale di
interventi ricostruttivi della vescica dopo la sua asportazione a causa di un
tumore. Questa tecnica chirurgica permette il recupero della continenza e della
funzione urinaria attraverso le vie naturali. In caso di prostatectomia
radicale per la presenza di un carcinoma, si pratica, laddove indicato, una
tecnica che consente il recupero della potenza sessuale post-intervento. Dal
1992 si eseguono routinariamente interventi urologici in laparoscopia.
Attualmente nella struttura si eseguono in media ogni
anno 10mila prestazioni ambulatoriali e 1.500 interventi chirurgici. Di questi,
circa mille sono di chirurgia mininvasiva e 500 sono di alta complessità
chirurgica.
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