Con la nuova Alitalia finisce l’avventura di Volareweb?
La domanda: "Che fine ha fatto Volareweb?" rimbalza sul web tra reclami e disservizi. Alla compagnia low cost restano due aerei e voli praticamente azzerati
“Volareweb che fine ha fatto?”. La domanda rimbalza sul web e le lettere nella posta della redazione di VareseNews si susseguono. Nella partita per la nascita della nuova Alitalia, Volareweb resta un grande punto di domanda. La società di
Gallarate, in amministrazione straordinaria dopo le vicende del 2005 e poi assorbita da Alitalia dopo una lunga vicenda legale tra il vettore tricolore ed AirOne, rischia di chiudere baracca e burattini. Dal piano di Cai, a Volare resteranno solo due aeromobili e una manciata di lavoratori come personale. A Malpensa restano gli attuali 2 aerei ancora con livrea Volareweb (uno dei quali riporta logo e nome della Provincia di Varese): passeranno ad Alitalia presto e saranno basati a Linate, da dove decolleranno per le destinazioni di Alitalia per aggirare le limitazioni imposte dal decreto Bersani 2. Un sorta di dismissione praticamente totale della compagnia della Torre: sembra la fine dell’avventura della low cost, perfino il sito di Volareweb, che fino a pochi giorni fa riportava l’annuncio della fusione con AirOne e Alitalia promettendo interessanti novità, rimanda al sito della compagnia “madre”. Le lamentele dei clienti si susseguono sul web: orari cambiati e non più rispondenti alle esigenze di chi ha già acquistato il biglietto, aeroporto d’arrivo variato, destinazioni che fino a poche settimane fa c’erano ed ora non ci sono più. «È una situazione incomprensibile. I lavoratori di terra verranno lasciati a casa
senza possibilità di reimpiego, non si capisce perché Alitalia abbia speso 39 milioni di euro, facendo fuoco e fiamme per avere la meglio su AirOne in tribunale e poi lasci andare tutto senza battere ciglio – spiega Luigi Argiolas della Filt Cgil -. Le destinazioni per Cuba e Mauritius che faceva Volare sono sparite dal piano di voli di Alitalia, lo sviluppo del web è stato abbandonato completamente. I lavoratori sono arrabbiati: vogliono lavorare, non restare a casa in cassa integrazione. Le possibilità per un reimpiego ci sono. Il governo dovrebbe intervenire: non solo in questo ambito, ma per tutto il settore del trasporto aereo: ognuno fa quello che vuole, così non si va da nessuna parte».
In tutto questo i lavoratori come sempre sono quelli che pagano il prezzo più caro: ne restano una sessantina, per i 460 ancora a carico della compagnia gallaratese, a dispetto di appelli e promesse dei vari leader politici della zona, resta solo la cassa integrazione.
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