A “Chi l’ha visto” l’appello di Nicolò: ridateci Milke
Il caso del furto della salma del presentatore resta avvolto nel mistero. Il figlio ha chiesto aiuto alla trasmissione di Rai Tre
«Abbiamo pensato che proprio la tv, il mezzo che più mio padre amava, possa adesso servire a farcelo ritrovare». Dalle telecamere di Chi l’ha visto, il figlio di Mike Bongiorno Nicolò, lancia un nuovo appello ai rapitori della salma del padre. A otto mesi di distanza dal furto della bara, sottratta da ignoti dal piccolo cimitero di Dagnente sopra la collina Arona, ancora nulla si sa di quel misterioso caso. «Sentiamo l’affetto di tutta Italia che sta cercando di aiutarci – ha detto Nicolò -. Ci rendiamo conto che il nostro caso è diverso da quelli che si sentono in questa trasmissione, non stiamo parlando di una persona scomparsa ma del diritto di piangere un nostro caro. Noi siamo una famiglia normale e chiediamo solo di poterlo andare a trovare al cimitero. Dateci informazioni o fatecelo trovare da qualche parte, anche in forma anonima».
Disponibile a raccogliere informazioni, fanno sapere i famigliari di Mike, è anche don Mauro Pozzi (nella foto a sinistra), il parroco di Dagnente. È stato lui, quella mattina del 25 gennaio ad avere per primo la notizia del furto della bara di Mike proprio dal cimitero di quel borgo, sul lago Maggiore, che tanto era amato dal celebre presentatore. A pochi passi da lì c’è la tenuta della famiglia della moglie, Daniela Zuccoli dove Mike ha trascorso molto tempo della sua vita. Una vita condivisa con tutti gli italiani: «Era l’amico di tutti e davvero oggi ha l’affetto di tutto il paese» ha detto ancora Nicolò. Soltanto alcuni giorni fa, a due anni dalla morte del padre, aveva scritto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per non far cadere nel silenzio la brutta vicenda che li ha toccati.
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