Scuola 2.0: docenti a lezione di twitter e blog
A febbraio, l'Ufficio scolastico propone un corso di approfondimento degli strumenti digitali. Il coordinatore: "la classe deve diventare un laboratorio di sperimentazione"
«Siamo nel pieno dell’era digitale. I nostri ragazzi sono definiti "nativi digitali" ma spesso non ne hanno consapevolezza. Dobbiamo essere noi docenti a insegnar come utilizzare al meglio la tecnologia per il loro futuro».
Luca Piergiovanni è un insegnante di italiano, storia e geografia di una media di Como. Nel 2010 è stato definito dall’associaizone nazionale presidi "Insegnante dell’anno". Ha 38 anni e una passione per tutto ciò che è tecnologia. Ha appena concluso un corso di formazione per docenti comaschi dal titolo "Insegnare e apprendere con i Social Network e gli strumenti didattici 2.0". Un’esperienza che a febbraio viene replicata a Varese: « Il mondo digitale apre un’infinità di risorse e opportunità nel campo della didattica – spiega Luca Piergiovanni – Negli Stati Uniti e in Francia ci sono scuole anche primarie che utilizzano twitter per insegnare ai propri alunni. Parliamo di strumenti che chiedono ai ragazzi di scrivere e leggere in continuazione. Si tratta, però, di un livello basso, essenziale, opportunistico. Noi docenti dobbiamo aiutare gli studenti a elevare il loro livello di scrittura e lettura».
Twitter e blog ma anche podcast e wiki: tutti gli strumenti rientrano nell’approfondimento che farà Luca Piergiovanni: « Da giovane ho fatto lo speaker in una radio e questa passione l’ho portata a scuola. Fare radio aiuta i ragazzi a esprimersi e a riflettere. I giovani diventano protagonisti della didattica "costruttivista", la scuola è laboratorio dove si sperimenta e si costruisce insieme. Non dimentichiamo, poi, che internet, i podcast e i blog sono spazi enormi di autoformazione per noi professori. Io scarico alcune trasmissione su personaggi storici, per esempio, che mi arricchiscono e che uso anche in classe coinvolgendo i ragazzi. E i risultati si vedono visto che abbiamo vinto una quindicina di concorsi internazionali».
Studenti protagonisti attivi di una didattica che mette in soffitta le attuali "lezioni frontali": « La cosa più difficile non è imparare a usare gli strumenti ma comprenderne la filosofia e individuare un progetto dove ogni singolo alunno avrà una parte. Superato questo scoglio, però, il docente dovrà solo fare il direttore d’orchestra».
La sfida 2.0 è lanciata: la scuola si muove, magari lentamente, ma si muove: « Il futuro è internet, gratuito e dalle enormi potenzialità. Il corpo docente italiano ha accumulato una grande saggezza e competenza didattica. Deve solo rivedere i modi con cui divulgarla».
Il corso, a numero chiuso, partirà a febbraio e durerà sei settimane: « A Como si è concluso prima di Natale e alcuni docenti hanno già aperto blog di condivisione con i propri strumenti. Sono fiducioso: i risultati arrivano…»
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