Corsa contro il tempo e contro la pioggia
Tecnici al lavoro per creare una condotta provvisoria che scarichi le acque, allontanandole dalla frana: l'incognita è la ripresa della pioggia. Previsto anche lo sgancio di "gabbioni" per stabilizzare la frana
«Dobbiamo farcela entro venerdì, sperando che la pioggia non riprenda a cadere subito»: l’ingegnere Emilio Magni è il direttore del cantiere per lo spostamento della condotta del depuratore: spostare la condotta in un altro punto è fondamentale per evitare che l’acqua continui ad erodere il fronte della collina, il punto in cui è nata la frana di Somma Lombardo. E venerdì è atteso l’arrivo di altre copiose piogge che riempiranno il collettore.
Un intervento provvisorio in attesa della nuova futura condotta in cemento: il cantiere prosegue veloce, in carico ad Amsc di Gallarate, la società che gestice la rete idrica. Sono al lavoro varie imprese e i tecnici di Amsc, si deve intercettare a monte lo scarico e creare una deviazione in tubi di plastica spessa, per portare le acque a valle e scaricare nel Ticino: il tratto nuovo da realizzare è di circa 300 metri. In questi giorni si è completato lo scavo per intercettare la "cameretta" e si è disboscata una stretta fascia di bosco (al margine Sud del giardino di via Belvedere, sul lato opposto alla frana) per consentire la posa della nuova condotta provvisoria. Sul posto segue la situazione anche l’ingegner Guido Gioli, il direttore di Amsc.
Dall’altra parte – sulla frana – è previsto invece
il consolidamento alla base: oggi pomeriggio gli elicotteri di una società specializzata dovrebbero levarsi in volo per sganciare alla base della frana 28 grandi gabbioni di ferro contenenti rocce. L’incognita rimane la pioggia: se riprendesse con intensità, aumenterebbe la portata del collettore e con essa i rischi che la frana si rimetta in movimento ancora più velocemente.
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