Laboratorio antirazzismo, si inizia dalle idee

L'organismo creato dal sindaco Gigi Farioli ha tenuto le sue prime due riunioni a Villa Calcaterra. Emergono le prime proposte come un concorso per realizzare pubblicità progresso e intitolare il laboratorio ad Arpad Weisz

Ha preso il via oggi, lunedì, il laboratorio relativo al progetto educativo contro ogni forma di discriminazione fuori e dentro gli stadi promosso dal sindaco Gigi Farioli, in seguito a quanto avvenuto durante la partita amichevole Pro Patria – Milan del 3 gennaio scorso. Obiettivo del progetto è quello di lanciare una proposta culturale valida per diffondere un nuovo modello di convivenza che possa estirpare ogni forma di discriminazione dentro e fuori gli stadi, il tutto in continuità con l’opera di educazione alla pace, alla legalità, alla cittadinanza responsabile, al rispetto della memoria e della storia avviata da anni, partendo dal Tempio civico. Come sottolineato dal sindaco, «l’episodio di intolleranza che si è verificato nel corso della partita ha solo dato un ulteriore impulso a un percorso già avviato e consolidato e ha permesso l’emersione, anche mediatica, di un’attività in continuo svolgimento e evoluzione. Il laboratorio non rappresenta quindi un unicum, ma è una perla di una preziosa collana di esperienze, è un’ulteriore opportunità di crescita per i giovani, per l’intera città, per il territorio».

La giornata si è svolta a villa Calcaterra, prestigioso edificio di proprietà comunale, sede della scuola superiore di cinema Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni, luogo simbolo per la storia della città e anche per questo scelto per l’avvio del progetto: durante la seconda guerra mondiale, la villa, di proprietà di una famiglia milanese, era diventata la sede del comando tedesco.

Due i momenti che hanno connotato la giornata. Alle 12 si è svolta una prima una riunione, dedicata in particolare all’analisi delle norme anche recentemente adottate per contrastare il razzismo e l’intolleranza. A illustrarle due funzionari della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Giovanni Spitaleri (coordinatore nazionale delegati sicurezza) e Cristina Blasetti (centro studi iniziative sviluppo) che hanno ricordato, tra l’altro, che il 9 gennaio, in seguito all’episodio dello stadio Speroni, l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive ha fornito indicazioni, con l’adozione della determinazione n. 1 del 2013, circa la prassi da seguire in presenza di segnali di razzismo, intolleranza o antisemitismo. Le stesse norme sono state evidenziate anche da Franco Novati, dirigente del commissariato di Busto e responsabile dell’ordine pubblico, che ha rilevato come a volte “l’applicazione della legge debba contemplare la valutazione degli effetti negativi che qualsiasi decisione comporta per quanto riguarda ordine pubblico”. Novati ha comunque sottolineato che la situazione a Busto Arsizio è tranquilla, a parte qualche piccolo episodio non connotato di razzismo. Dall’Aurora Pro Patria la richiesta alla FIGC, per voce del responsabile dei rapporti con le istituzioni, Alberto Armiraglio, di valutare un aggiornamento del concetto di responsabilità oggettiva, che spesso mette in difficoltà le società. Alla riunione hanno preso parte anche rappresentanti dei comuni di Legnano, Solbiate Olona, Cardano al Campo, Marnate, Fagnano, e Roberto Centenaro del Pro Patria Club.

Alle 15 nella stessa cornice, il laboratorio è stato ufficialmente insediato con una riunione dedicata soprattutto agli aspetti socio-culturali, educativi e formativi: presenti le scuole superiori (ICMA, ITE Tosi, Liceo Artistico Candiani, IPC Verri, Liceo Scientifico Tosi, Liceo dello Sport Pantani, Enaip) e medie del territorio (Maria Immacolata, Don Costamagna, Pertini), associazioni (Associazione delle società sportive bustesi, ANED, Amici di Angioletto, Filca Cisl Lombardia, UISP Varese), realtà giovanili (centro Stoà, Fondazione Blini, Comunità Giovanile). Presenze che hanno messo in evidenza l’esistenza di una rete educativa che ha lanciato diverse proposte, tra cui l’intitolazione del laboratorio a Árpád Weisz, calciatore e allenatore ungherese morto ad Auschwitz (Rosella Formenti per ANED), il lancio di un concorso nazionale per video “di pubblicità progresso” contro il razzismo (Andrea W. Castellanza per ICMA), iniziative per il tifo sano rivolte anche a genitori e adulti e la disputa di un torneo di calcio senza arbitro (Alessandra Pessina per UISP). La proposta di Matteo Tosi, direttore della Fondazione Blini, è stata quella di «sostituire un provvedimento come l’obbligo di firma in commissariato, per i destinatari di Daspo, con più proficue attività sociali all’interno del mondo associazionistico locale». L’Amministrazione, presente anche con l’assessore alla Famiglia, Educazione e Sicurezza, Claudio Fantinati, e con il presidente della Commissione Servizi Sociali, Mario Cislaghi, come ha ribadito il sindaco, farà da catalizzatore delle proposte e faciliterà la loro concretizzazione. 

Numerosi messaggi di vicinanza e condivisione giunti da società calcistiche, Milan in primis, con una lettera del vice presidente Adriano Galliani che, giudicando positivamente il laboratorio, offre collaborazione per singole iniziative. Il Genoa FCF ha mandato informazioni sul suo progetto contro il razzismo, realizzato in collaborazione con UISP, don Alessio Albertini, responsabile della commissione diocesana per lo sport, ha assicurato che sarà disponibile a collaborare e appoggiare l’iniziativa. L’associazione Culturale Gruppo Africano Cultura e Sport Torino ha scritto che “aderisce al Laboratorio di lotta al razzismo ed è di cuore e di spirito con il Comune di Busto Arsizio, i cittadini e gli immigrati”.

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Pubblicato il 28 Gennaio 2013
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