“Le nostre imprese muoiono per mancanza di liquidità”

Parte dai bancari l'appello alle governance degli istituti di credito sull'importanza di recuperare il rapporto con le imprese e l'economia reale: «I centri decisionali devono tornare sui territori»

Per quanto ancora durerà la stretta sul credito delle banche? Lo domandano le aziende, che hanno bisogno di ossigeno, ma se lo chiedono anche gli stessi operatori del settore bancario riuniti questa mattina a Villa Recalcati. Il rapporto tra le banche e le imprese, e i rispettivi malesseri dovuti alla crisi, sono stati al centro di una tavola rotonda organizzata in provincia dalla Fiba Cisl di Varese e Como. Secondo i dati della Banca d’Italia nel 2012 i prestiti alle società non finanziarie sono diminuiti del 3,4 per cento. Anche a livello locale, ha spiegato il segretario territoriale di Fiba Cisl, Alberto Broggi, «i dati sono molto preoccupanti». Nelle nostre province, ha aggiunto, «si è assistito a una sensibile contrazione nell’elargizione del credito dovuta alla crisi finanziaria che ha appesantito i bilanci degli istituti di credito. Il sistema delle piccole e medie imprese è quello che maggiormente sta risentendo in questa fase di drammatica crisi congiunturale e di storica innefficienza della burocrazia e se le nostre aziende stanno progressivamente morendo di liquidità tutto il tessuto socio-economico delle province è messo fortemente a repentaglio». 

Ma non è solo la crisi a preoccupare i bancari:  «La fotografia di un territorio in difficoltà non ha risparmiato il nostro settore – ha aggiunto Broggi -. Le fusioni tra istituti di credito hanno anche cancellato importanti aziende che hanno storicamente accompagnato la crescita delle imprese nelle nostre province: Credito Varesino, Banca popolare di Luino e di Varese, Banca industriale Gallaratese, Banca popolare di Intra e Banco Lariano, molto radicati sul nostro territorio sono stati superati in nome di un processo di globalizzazione che ha comportato una significativa riduzione del numero di banche e gruppi bancari presenti sul territorio e ha toccato anche la nostra realtà provinciale».
Il nodo della questione è, secondo il sindacato dei bancari, in particolare uno: la presenza sul territorio dei centri decisionali. «I poli di delibera delle varie banche presenti nelle province di Como e Varese devono tornare sul territorio e, pur in un quadro di difficoltà per le banche nel concedere credito, per via della forte crescita delle sofferenze, si deve resistere alla tentazione di depotenziare i centri di delibera locali a vantaggio delle direzioni regionali o extra regionali».

Tra i relatori, moderati dal giornalista del quotidiano La Provincia di Varese, Matteo Fontana, sono intervenuti Luca Barni, direttore generale della Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate, Alberto Broggi segretario della Fiba Cisl di Varese e Como, Nicola Abalsamo, direttore della Confcooperative della provincia di Varese, Alessandro Spaggiari, segretario nazionale della Fiba Cisl, Fernando Alberti, docente di economia delle Pmi dell’università Carlo Cattaneo e Andrea Zoanni, segretario generale della Fiba Cisl Regione Lombardia.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 29 Gennaio 2013
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