Svizzera: “Economia a segno più, ma timori per Italia e Spagna”

Gli esperti stimano, per il 2013, un aumento del PIL pari all'1,3%, con un'accelerazione al 2,1% nel 2014. Tuttavia la situazione dell'Eurozona preoccupa la Confederazione

economia svizzera previsioni 2013 2014 La crisi preoccupa anche la Svizzera, ma le prospettive delle imprese locali, nel caso della Confederazione, sono tutt’altro che pessimistiche. È quanto emerge dalle analisi elaborate dal Gruppo di esperti per le previsioni congiunturali della Direzione politica e economica di Berna. Statistiche costruite sulla base della situazione attuale che rimane comunque solida. Considerata la stabilità della congiuntura nazionale e le previsioni più rosee per il settore delle esportazioni, vi sarebbero secondo gli analisti «buone probabilità di incremento della crescita economica nel corso di quest’anno e di quello a venire». Gli esperti stimano, per il 2013: un aumento del PIL pari all’1,3%, con un’accelerazione al 2,1% nel 2014. 

Fiduciosi ma comunque prudenti, precisano gli economisti di Berna: 

"non c’è motivo di essere euforici: la ripresa nel settore delle esportazioni potrebbe procedere molto lentamente. Le condizioni quadro dell’economia esterna non sono più così sfavorevoli come negli ultimi due anni, ma rappresentano tuttora una sfida. Ciò riguarda in prima linea i mercati di sbocco ancora deboli in molti Paesi dell’UE. Inoltre, il franco svizzero è tuttora sopravvalutato rispetto alla maggior parte delle monete e in particolare rispetto all’euro. Il tasso di inflazione in Svizzera, piuttosto basso nel confronto internazionale, fa sì che il reale apprezzamento del franco si riduca lentamente anche in presenza di tassi di cambio nominali costanti; si tratta tuttavia di un processo che richiede anni. Per il 2013 e il 2014 il gruppo di esperti prevede un lieve incremento nel settore delle esportazioni".

La maggiore fonte di preoccupazione della Confederazione rimane l’instabilità della situazione dell’Eurozona e in particolare quella del nostro paese:

"Mentre gli indicatori precursori per Austria e Germana preannunciano il ritorno a un tasso di crescita positivo, in Paesi come Italia, Spagna, ma anche Francia non si scorgono inversioni di tendenza. Nei Paesi dell’Europa meridionale colpiti dalla crisi la congiuntura non inizierà a stabilizzarsi prima del 2014, poiché la prosecuzione del consolidamento politico-fiscale, l’aumento della disoccupazione e il calo dei redditi potrebbero continuare a frenare la congiuntura interna". 

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Pubblicato il 28 Marzo 2013
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