Fischi e slogan contro i manager di Ktm

I lavoratori di Husqvarna hanno accolto con una sonora protesta sotto la sede di Univa i due manager che rappresentano Pierer Industries nella trattativa con il sindacato. Tappezzata di volantini la Porsche dei due austriaci

Non appena hanno parcheggiato la loro Porsche Panamera in piazza Monte Grappa, i due manager della Ktm sono stati sommersi da una raffica di fischi, applausi ironici e slogan scanditi dagli operai dell’HusqvarnaKohlhuberBrandtstatter (foto a sinistra) non se l’aspettavano una protesta così forte, resa ancor più pesante da un clima decisamente invernale. E più i due manager e il loro interprete, un commercialista altoatesino, cercavano di dissimulare l‘imbarazzo per quella situazione, scuotendo la testa e parlando tra loro, e più i fischi aumentavano.
Oggi, lunedì 29 aprile, ci sarà il primo incontro tra i proprietari dell’Husqvarna e i sindacati, Fim Cisl e Fiom Cgil. Nella sede di Univa si discuterà infatti del destino di uno dei marchi più prestigiosi del motociclismo mondiale, che dal 1999 produce motociclette negli stabilimenti di Biandronno. La Pierer Industries, ovvero Ktm, ha deciso di chiudere la produzione di Husqvarna in provincia di Varese e lo ha fatto, secondo il sindacato, con modalità a dir poco discutibili. Dopo aver acquistato a marzo l’azienda dalla Bmw, a distanza di un mese ha deciso di chiuderla, chiedendo la cassa integrazione straordinaria per 212 lavoratori. «Un metodo pessimo – commenta Nino Cartosio della Fiom Cgil – perché la Ktm ha mandato avanti la procedura prima di fare l’accordo. Solitamente si fa il contrario».

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Pierer Industries prendendo una decisione – legittima e giustificata dai dati di bilancio poco entusiasmanti – senza interpellare nessuno, ha ignorato totalmente un metodo chiamato concertazione che da queste parti in tanti anni ha dato ottimi risultati nelle relazioni industriali, tanto da far diventare il territorio varesino una specie di caso nazionale. «Questa situazione – commenta Franco Stasi, segretario della Cgil di Varese – si va a sommare a molte altre, come Sea Handling e Lepanto, che stanno stremando il territorio e avranno un costo sociale altissimo perché molti di questi lavoratori non potranno essere nemmeno considerati esodati e dopo la cassa straordinaria non avranno più paracaduti. Quindi bisogna trovare un accordo che tenga conto di questa situazione che, ripeto, è molto grave».
Nei prossimi giorni sono previste altre tappe istituzionali: martedì 30 aprile lavoratori e sindacati avranno un incontro con il sindaco di Biadronno e il 2 maggio con il presidente della provincia Dario Galli, ma il sindacato spera anche in un intervento concreto della Regione Lombardia.



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Pubblicato il 29 Aprile 2013
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