Fori piccolissimi e precisione millimetrica contro i tumori ginecologici

Le Fondazioni UBI e Ponte del Sorriso hanno regalato alla ginecologia varesina un'apparecchiatura che permette di mantenere elevati standard nella campo della chirurgia micro e mini invasiva

Ginecologia

Una telecamera endoscopica ad altissima definizione, uno strumento piccolissimo che passa attraverso un foro di tre millimetri, un televisore da 50 pollici. È l’apparecchiatura tecnologica donata da Fondazione UBI e Fondazione Ponte del Sorriso alla ginecologia dell’ospedale Del Ponte di Varese.

Una strumentazione del valore di 63.000 euro ( due terzi donati da Ubi e un terzo dal ponte del Sorriso) che permetterà all’equipe diretta dal professor Fabio Ghezzi di mantenere un’eccellenza mondiale nel campo della chirurgia laparoscopica: « Gli indubbi vantaggi di questa tecnologia – spiega il Direttore della Ginecologia A dell’Ospedale Del Ponte – sono la più affidabile individuazione dei linfonodi coinvolti dalla patologia tumorale, la possibilità di diagnosticare micrometastasi e cellule tumorali isolate e l’opportunità di calibrare l’estensione e la tipologia del trattamento chirurgico e il tipo di terapia adiuvante chemio-radioterapica sulla base di una selezione intraoperatoria delle pazienti».

Un dono che ripropone il legame forte che la città ha verso il suo ospedale materno infantile: « Fondazione Ubi – ha detto il dottor Luigi Jemoli vicepresidente   –  ha contatti diretti con il territorio. Le richieste sono moltissime e le esigenze enormi. Individuare quale realtà sostenere e supportare non è facile. In questo nostro compito, ci confrontiamo con altre realtà associative di eccellenza con cui condividiamo obiettivi ».

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L’ospedale Del Ponte è una realtà che calamita spesso attenzione e beneficenza: «Noi – ha spiegato la presidente della Fondazione Ponte del Sorriso Emanuela Crivellaro – abbiamo iniziato una collaborazione con UBI sin dal 2007 quando il progetto del futuro ospedale è partito. Siamo sempre fortemente legati a questo ospedale e lo saremo sempre. Noi siamo al fianco innanzitutto dei bambini. Ma non ci dimentichiamo dell’importanza della donna come madre.  Questa equipe chirurgica si merita vicinanza e affetto per l’impegno e la qualità con cui opera».

Oltre alla possibilità di identificare i linfonodi ‘sentinella’, la nuova apparecchiatura migliora ulteriormente la qualità dell’immagine nella chirurgia mininvasiva per patologia benigna.

Parole di ringraziamento sono state pronunciate dal dottor Roberto Puricelli primario di ginecologia e responsabile dell’attività ambulatoriale e anche dal Direttore del Dipartimento materno infantile Massimo Agosti grato per questi segnali di affetto verso questa realtà ospedaliera, punto di riferimento per il territorio anche oltre provincia.

Lo strumento, chiamato “IMAGE1 SPIES Full HD”, permette di identificare in gran parte delle donne affette da neoplasia all’utero e al collo dell’utero i linfonodi con la probabilità maggiore di essere sede di eventuali metastasi tumorali. Questo è possibile grazie ad un software dedicato e alla capacità di questa apparecchiatura di rendere fluorescente un tracciante (verde di indocianina) preventivamente iniettato durante l’intervento chirurgico in prossimità del tumore all’utero e poi evidenziato nei linfonodi pelvici cosiddetti “sentinella” nella fase di asportazione della malattia: « Siamo tra i pochi ad avere questa tecnologia – ha dichiarato il professor Ghezzi –  e siamo pionieri nel mondo nel campo della mini e micro laparoscopia. Siamo un grande gruppo e vediamo che c’è chi crede in noi».

«L’introduzione di questa tecnologia – tiene a precisare il prof. Ghezzi – è un ulteriore passo avanti per ridurre l’invasività chirurgica sia in caso di tumori ginecologici che nel trattamento delle più comuni patologie ginecologiche quali fibromi, endometriosi e cisti ovariche».

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 20 ottobre 2015
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