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2700 cittadini è un buon risultato, ecco perché

Sono quasi un terzo degli elettori che nel 2011 votarono per la candidata del centrosinistra Luisa Oprandi

Primarie 13 dicembre

Tutto si può dire, ma qualche considerazione sulle primarie di Varese si possono fare a partire dai numeri. nel 2012 Pierluigi Bersani ottenne 1.300.000 voti al primo turno delle primarie, successivamente nel 2013 fu votato da 10.300.000 persone al primo turno alle elezioni generali politiche.

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Facendo un rapido calcolo, vuol dire che il 12,6% degli elettori della sua coalizione lo scelse alle primarie prendendo in considerazione i voti del primo turno.
Per Davide Galimberti hanno votato 888 cittadini. La candidata sindaco del centro sinistra Luisa Oprandi, nel 2011, al primo turno prese circa 10.000 voti. Facendo un calcolo approssimativo ma di una qualche rilevanza politica si può dire che Galimberti è stato scelto dal 9% circa dei potenziali elettori del centrosinistra.

Per capire se le primarie di Varese sono state un successo o un flop bisogna prendere i numeri generali. Sempre facendo riferimento alle primarie nazionali di coalizione del 2012, le uniche paragonabili, i partecipanti generali furono 3.100.000 persone. Considerando il numero di 10.300.000 di persone che andarono a votare per Bersani al primo turno, possiamo dire che il 30% degli elettori del centrosinistra partecipò anche alle primarie.

Alle primarie comunali di Varese hanno partecipato 2700 cittadini. Considerando i 10.000 voti conseguiti nel 2011 a Varese dalla coalizione di centro sinistra, possiamo abbozzare un 27% dei potenziali elettori del centrosinistra coinvolti nelle primarie di Varese città.
Se infine consideriamo altri due dati. Il primo che queste primarie non avevano il traino dei media. Il secondo che il dato dell’astensionismo è costantemente cresciuto in ultimi cinque anni e che negli ultimi due anni è diventato patologico e praticamente a livello del 50%, possiamo azzardare un’ipotesi: e cioè che il risultato complessivo delle primarie del centrosinistra di Varese possa essere stato, sia politicamente che numericamente, di buon livello.

C’è però un incognita che va segnalata. Daniele Zanzi è stato votato da quasi 600 cittadini, ed era un candidato trasversale ai partiti. Si tratta quindi di elettori non necessariamente destinati a tornare al centrosinistra.

PER SAPERNE DI PIU

I risultati finali delle Primarie, la diretta della giornata del 13 dicembre, lo speciale con tutti gli articoli della campagna elettorale. I commenti degli sconfitti.

Che cosa cambia ora nel centrodestra.

 

COMMENTI

Il consigliere comunale Alessio Nicoletti, alleato della Lega Nord: “Il nostro avversario è a sorpresa Davide Galimberti, cui vanno le nostre congratulazioni. Lui ha vinto le primarie di centrosinistra. Due considerazioni: la scarsa affluenza dei varesini (2700 su almeno 4000 attesi)all’iniziativa del centrosinistra e la frammentazione eccessiva dei voti sui candidati(Galimberdi ha vinto con poco più del 30%). In sostanza, penso che queste primarie non abbiano favorito, ma forse hanno danneggiato, il centrosinistra nel suo complesso. Per noi un bene”.

Un altro avversario, il dirigente di Forza Italia Nino Caianiello, ha invece commentato così:

 

Giuseppe Adamoli, militante e dirigente storico del Pd osserva: “Ha prevalso la voglia di un volto nuovo fra i competitori del Pd. Ma serviranno l’esperienza e l’energia di Marantelli, la grinta e la visione di Zanzi, l’originalità e la freschezza di De Simone. Insieme formano una bella squadra, composita ma unita dalla volontà di issare una bandiera diversa su Palazzo Estense da quella degli ultimi 25 anni.. Servirà soprattutto lo spirito di coalizione fra una forza politica e una forza civica. Sarà questo lo snodo più delicato e decisivo in termini di progetto per la città, di approccio elettorale, di metodo amministrativo, I voti si contano e non si pesano e tuttavia guai a sottovalutare l’importanza del consenso di Zanzi ottenuto senza una struttura organizzativa. Una positiva novità con cui fare i conti. Ora si capirà che quando ripetevo fino alla noia che la partita era aperta e incertissima (avevo perfino scritto: “attenti, non votano i giornali”) non era per tener viva una bella competizione (quasi 2.700 votanti) ma perché coalizione e i candidati esprimevano sensibilità diverse e complementari su un piano quasi paritario. Solo il rispetto di questo equilibrio ci porterà alla vittoria”.

di roberto.rotondo@varesenews.it
Pubblicato il 14 Dicembre 2015
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