Le strade, da sole, non bastano: è la rete che dà la benzina all’economia

Un territorio cresce se riesce a intercettare, e a trattenere, i flussi di persone e merci. L’obiettivo per la provincia di Varese? Lavorare contemporaneamente su logistica e accessibilità

connessione apertura

Se ne è parlato lo scorso luglio, allo Sheraton di Malpensa, con PwC: la provincia di Varese è ben connessa al resto dell’Europa ma come renderla attrattiva, ricca di investitori, flussi di merci, persone e servizi, adeguata a chi fa impresa e a chi ci vuole spendere il suo tempo libero è un’altra cosa. Da Confartigianato Imprese Varese approfondisce i quattro macro-temi affrontati in luglio: i rapporti tra Varese e Milano, la manifattura 4.0, le infrastrutture e il turismo. Temi fra loro complementari perché lo sviluppo dell’una (pensiamo all’impresa) dipende dallo sviluppo delle altre. E viceversa.

Dopo aver affrontato i rapporti tra Varese e Milano e la manifattura 4.0,  si continua con il tema delle infrastrutture.

L’analisi di Confartigianato Imprese Varese
Gestire i flussi è un’esigenza,
perché la dotazione e la interconnessione tra le diverse infrastrutture è un plusvalore per qualsiasi territorio. Generare ricchezza e crescere in competitività: non dobbiamo più pensare in termini di semplici collegamenti ma di reti, di integrazione tra i diversi tipi di trasporto (ferro, gomma, aria) e anche di infrastrutture digitali che, al pari di quelle tradizionali, incidono pesantemente sul lavoro delle imprese.

Allora non parliamo più di “strade” ma di connessioni adeguate a sostenere il rapporto tra aziende e territorio. Perché ci si deve porre sempre più il problema di come potenziare le strutture per permettere agli imprenditori di raggiungere in tempi sempre più rapidi i loro clienti e fornitori.

Serve quindi un coordinamento tra tutti gli stakeholder per realizzare una piena intermodalità in linea con quanto richiesto dai mercati. Ci sentiamo di affermare che la geografia pre-metropolitana ha fatto il suo corso. Ora è il momento di integrare il sistema aeroportuale con quello su gomma e ferro; il trasporto delle merci con quello delle persone; le zone urbane con quelle periferiche.

L’aeroporto di Malpensa ne è un tipico esempio. Da sempre sosteniamo quanto il suo rilancio di hub merci sia fondamentale per la nostra provincia, ma non possiamo dimenticare quanto sia prioritario un impegno sul fronte dell’aumento del numero di passeggeri. Imprese e persone sono i due pilastri intorno ai quali le istituzioni dovrebbero riflettere in termini di servizi pubblici per le une e per le altre. Perché la nostra provincia occupa una posizione a dir poco strategica per quella che è definita “economia della logistica”. Siamo centrali in Europa e ci possiamo considerare un cancello di accesso verso il mondo. Ma questo cancello deve restare sempre aperto e deve garantire un passaggio sempre più veloce e abbondante di persone e merci.

Centralità di un territorio, oggi e…domani?
Le reti europee. La provincia di Varese è interessata da due corridoi Core Europei (Ten-T): quello mediterraneo che collega la Penisola Iberica con l’Ungheria e il confine ucraino e quello Reno-Alpi-Mare del Nord e il porto di Genova. I nodi di accessibilità e interscambio. Abbiamo l’aeroporto di Milano-Malpensa / European Gate che dista 31 Km. dal centro di Varese ed è al servizio del transito intercontinentale di passeggeri e del traffico di merci regionale e nazionale. C’è il nodo logistico intermodale di Gallarate e l’autostrada Pedemontana.

Gestire i flussi
Però il punto è sempre questo. Dobbiamo concentrarci sul completamento dei progetti di infrastrutturazione strategici (apertura dei trafori e l’upgrade delle infrastrutture ferroviaria e aeroportuale) per aumentare la competitività del sistema di trasporto territoriale. Quindi: una maggiore accessibilità e connessione ai mercati internazionali a supporto del settore produttivo; una maggiore disponibilità di capacità con più “tracce disponibili, treni più lunghi e tempi ridotti di percorrenza/chilometro. Infine, si deve puntare alla crescita del servizio soprattutto per il trasporto merci Import-Export migliorando la performance della rete in puntualità e affidabilità.

Merci e Persone
Per i prossimi anni è stato finanziato un programma di interventi sulle linee ferroviarie della provincia per incrementare le merci trasportate riducendo i costi. Un grande incentivo, poi, è stato dato all’apertura del traforo del Gottardo, che permetterà il transito di un maggior numero di convogli (a regime nel 2030).

Sinergie territoriali
– Programmazione e investimento nel processo di connessione dell’”ultimo miglio
– Avviamento tavoli di coordinamento intraterritoriale per massimizzare le opportunità di sviluppo sostenibile. Qui rientrano: lo sviluppo degli accordi tra Italia e Svizzera per finanziare il potenziamento del corridoio Reno Alpi (120 milioni dalla Svizzera per la linea Luino e 40 milioni dall’Italia per la linea Chiasso), la costituzione della Cabina di Regia per la logistica del Nord Ovest e il consolidamento del modello di governance (messa a sistema delle relazioni e delle sinergie territoriali sui flussi di merci, passeggeri e informativi) con i principali attori dei tavoli sovraregionali.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 22 Agosto 2016
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Tutto molto logico…solo che occorre tenere conto anche che i territori esistono solo se natura e persone riescono ad armonizzarsi e rispettarsi a vicenda, l’uno traendo vantaggi dall’altro.

    La Lombardia è piena di esempi di opere decise dall’alto, che nessuno ha voluto e che, una volta completate, sono rimaste inutilizzate.
    Purtroppo chi decide non è una mente illuminata avente una grande visione ma l’ennesimo barone del cemento a colata rapida con amicizie importanti nei posti di governo.

    La Pedemontana è un esempio fulgido e chiaro. Ha devastato interi boschi e campi (in una zona quella dell’alto milanese che ha già pagato un prezzo pesantissimo di speculazione edilizia), è stata pianificata male ed è carissima.
    Risultato? Largamente sottoutilizzata.

    Lo sviluppo ci deve essere ma non deve necessariamente essere sempre accompagnato da sfruttamento e deprezzamento del territorio.
    In Lombardia abbiamo già pagato un prezzo altissimo per accontentare i feudatari del cemento e ne abbiamo sinceramente le tasche piene di tutti questi bellissimi discorsi sulla carta che poi si traducono solo in opere costosissime, inutili, incompiuti che ci lasciano sempre di più un territorio desertificato, appetibile meta di altri speculatori del cemento.
    Con anchee la beffa che le famosissime “opere di compensazione”, piste ciclabile, corridoi verdi (e metteteci voi tutte le paroline più COOL che vi vengono in mente), insomma tutte queste opere accessorie o non vengono realizzate in quanto si è già sforato il budget oppure sono fatte malamente, di fretta, al risparmio.

    Basta! La prossima volta cerchiamo di votare con il cervello e incominciamo di più ad informarci su cosa vogliamo dare come lasciato ai nostri figli. Le partite di calcio e Facebook possono aspettare. Incominciate tutti a maturare una coscienza civica degna di un popolo civile in quanto vedo che in Italia latita largamente.

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