Fusione, Maccagno incassa 360 mila euro dal Governo

Si concretizza uno dei punti a favore dei procedimenti aggregativi: le maggiori entrate da parte dello Stato. Intanto la nuova legge regionale rallenterà i procedimenti in atto

Fascia tricolore

«Questa mattina il Ministero dell’Economia e della Finanza ha pubblicato i trasferimenti statali a fondo perduto, destinati ai Comuni fusi e relativi all’anno 2017.
A Maccagno con Pino e Veddasca sono toccati 358.607,93 Euro, perfettamente in linea con quanto anticipatoci da fonti parlamentari e previsti nel Bilancio di Previsione 2017-2019».

Il sindaco Fabio Passera affida a Facebook, come sua consuetudine, il commento questa volta alla notizia delle entrate dovute al procedimento di fusione che ha dato vita al nuovo paese – Maccagno con Pino e Veddasca – tre anni fa. Una questione, quella delle maggiori entrate dovute alle fusioni, che rappresenta cavallo di battaglia per i sostenitori di questo tema, e dubbio profondo per chi arriccia il naso: “Ma i soldi arriveranno?”, è la frase spesso pronunciata nelle assemblee di cittadini e amministratori per considerare l’ipotesi di aggregare più paesi. La risposta, in termini monetari, sembra darla il sindaco Passera, che invita i paesi dove è in corso un dibattito su questo tema a valutare l’opportunità di questo processo.

«I soldi che arriveranno sono destinati ad investimenti strutturali negli ex Comuni di Pino e di Veddasca, come annunciato in campagna elettorale» afferma Passera, che aggiunge «che si tratta di una contrazione importante rispetto all’anno passato ( -104.137,27 Euro), ma il 2016 fu davvero un anno eccezionale. Tra l’altro, in questo anno appena trascorso le Fusioni sono passate da 37 a 51 e hanno coinvolto da 87 a 120 Comuni. In termini di popolazione, si è passati da 258.000 a 331.000 cittadini coinvolti in questo processo.
Pertanto, nonostante il fondo di ripartizione sia aumentato (da 30 a 30,5 milioni di Euro), le nuove Fusioni hanno “pesato” per 9,760 milioni di Euro, mentre quelle precedenti hanno dovuto “cedere” 2,211 milioni di Euro.
A risollevarmi il morale il paragone con il 2014 e il 2015, quando il nostro Comune ricevette quale contributo per la Fusione 143.281,41 Euro. Quest’anno incasseremo quindi ben 210.326,52 Euro in più di allora. Insomma, comunque la si guardi, questa Fusione è stata un affare per tutti. In attesa che, magari, altri ci pensino».

Nell’Alto Varesotto è difatti in atto una procedura per arrivare alla fusione dei tre comuni – Cuvio, Cuveglio e Duno – che deve però fare i conti con un rallentamento dovuto alla nuova legge legata a queste procedure, ad oggi disciplinata da una norma regionale del 2006 (le fusioni sono competenza esclusiva delle regioni).

Di qualche giorno fa la notizia da Regione Lombardia dell’approvazione a maggioranza in Commissione: ora il nuovo testo passerà all’assemblea e si presuppone possa entrare in vigore in tempi rapidi, fese già alla metà di luglio. Questa norma prevede un maggior coinvolgimento dei cittadini, che possono esprimersi con osservazioni in un tempo di tre mesi, al termine del quale è previsto un referendum.

I tempi delle fusioni si allungano, quindi, e i procedimenti attualmente in atto, se l’iter lo consentirà, daranno vita al nuovo comune nella primavera del 2019.

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Pubblicato il 16 giugno 2017
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