Fusione, le condizioni di Cuvio

Animata riunione mercoledì sera, dove il sindaco ha messo alcuni "paletti". Il processo per aggregare i tre paesi si allunga per via della nuova legge

Avarie

Votare nel 2019, definire con precisione i punti del progetto di fusione. E, soprattutto, dare la parola ai cittadini con un sondaggio rivolto alle 900 famiglie del paese: «Se prevarrà il no, non faremo nulla e rimarremo come adesso, da soli». Firmato: Luciano Maggi, sindaco di Cuvio.

Parole pronunciate ieri sera di fronte ad una platea di una quarantina di persone arrivate nella sala teatrale sotto al municipio per affrontare una questione che sta da tempo montando nei discorsi che si sentono in paese: la fusione con Cuveglio e Duno per realizzare un centro più grande – attorno ai 5000 abitanti – e più forte dal punto di vista finanziario, grazie ad un maggior reperimento di risorse che questo processo comporterà.

«I trasferimenti dallo Stato continuano a diminuire – ha esordito il sindaco Maggi – e siamo in difficoltà a coprire tutti i servizi. Siamo in balìa di eventi imprevisti come l’affidamento di un minore: pensate che costa 50 mila euro l’anno, cifra che vale un decimo del gettito Imu. C’è poi il problema del turnover dei dipendenti pubblici, ad oggi bloccato: possiamo assumere un dipendente a fronte di quattro che se ne vanno. Una situazione difficile».

Cuvio ha già da anni attivato una gestione associata di servizi con la vicina Cuveglio, comune più grande e col quale già oggi vengono gestiti di concerto i servizi cimiteriali, l’ufficio tecnico, ragioneria e tributi.
Con la fusione tutti gli altri servizi saranno erogati da un unico soggetto, il nuovo Comune, con sportelli sul territorio, corrispondenti agli attuali municipi.

I vantaggi di questa operazione sarebbero anche di natura economica: «Con la fusione entreranno 3 milioni e 280 mila euro in 10 anni» ha affermato il sindaco illustrando il progetto, da cui si sono sollevate tuttavia diverse polemiche.

Poi la questione del “peso” che un comune più grande può far valere nei tavoli amministrativi di livello superiore, soprattutto regionale.
Cuvio è fra i tre paesi interessati, quello in cui vi è una componente – politicamente trasversale – che chiaramente si pone contro la fusione, o manifesta comunque seri dubbi sull’effettiva utilità del progetto.

Uno di questi ha riguardato le strutture oggi esistenti in paese e di proprietà comunale, vedi scuola primaria e asilo: che fine faranno con la fusione? E poi: quanti soldi andranno alle comunità locali? E per quali progetti?

«Prima di partire con la fusione ci sarà un passaggio fra i tre consigli comunali dove verrà messo tutto nero su bianco. Se mancherà questo documento, ci chiameremo fuori», ha affermato il sindaco Maggi, sottolineando poi un’altra condizione legata alla partecipazione del Comune al percorso di fusione: il voto amministrativo, cioè per eleggere il nuovo “supersindaco”.

In un primo momento, infatti, l’idea era quella di votare nel 2018: troppo presto secondo Maggi: «O si voterà nel 2019, o nulla», ha detto.

Ma potrebbe non essere una questione di scelte: infatti a pendere sull’intera procedura di fusione c’è la nuova legge regionale in approvazione in questi giorni che potrebbe entrare in vigore già a metà luglio.

(QUI IL TESTO DEL PROGETTO DI LEGGE DI RIFORMA REGIONALE SULLE FUSIONI )

Questa riforma della legge vigente – che è del 2006 – di fatto allungherà i tempi della procedura, ampliando i poteri del corpo elettorale: i cittadini avranno difatti tutti gli strumenti per interagire con modifiche e osservazioni una volta che il progetto di fusione verrà definito dai consigli comunali. Solo in seguito si potrà dare seguito alla fusione (il procedimento prevede anche in questo caso la possibilità di un referendum consultivo) che dovrà comunque venire autorizzata dalla Regione.

Quindi è verosimile che la data del voto – una volta approvata la nuova legge e attivato l’iter per la fusione – avverrà non prima della primavera 2019, con la decadenza dei sindaci dal primo gennaio di quell’anno, e l’arrivo del commissario prefettizio che porterà i tre paesi al voto.

Alla serata era presente anche Andrea Savini, ex presidente della comunità montana della Valcuvia e componente della minoranza consiliare che ha preso la parola per sostenere l’idea di «decidere, prima della fusione, i benefici di ciascuna comunità». Concetto già espresso nell’ultima assemblea pubblica sulla fusione avvenuta a Cuveglio qualche settimana fa.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 01 giugno 2017
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