Decreto vaccini, sì della Camera. Cosa c’è da sapere

I vaccini obbligatori, i tempi, le sanzioni. Tutto quello che c'è da sapere sul "decreto legge prevenzione vaccinale". La conversione in legge prevista entro il 6 agosto

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Il decreto vaccino è passato anche alla Camera. Il voto di fiducia della serata di giovedì 27 luglio ha visto 305 voti favorevoli, 147 contrari e 2 astenuti. Il voto della Camera di oggi, venerdì 28 luglio, ha registrato 296 sì, 92 no e 15 astenuti. La conversione in legge è prevista entro il 6 agosto.

Il testo prevede vari punti. Vediamo quali sono i principali.

Dieci vaccini obbligatori. Per iscriversi a scuola, pena l’esclusione da materne ed asilo e multe per elementari, medie e primi due anni delle superiori, bisognerà aver fatto 10 vaccini contro poliomielite, tetano, difterite, epatite B, Haemophilus influenzae B, pertosse, morbillo, parotite, rosolia e varicella. Altre 4 sono consigliate e gratuite, e cioè quelle contro meningococco B, meningococco C, pneumococco e rotavirus.

Delle dieci vaccinazioni obbligatorie, sei sono somministrate in formulazione esavalente (poliomielite, tetano, difterite, epatite B, Haemophilus influenzae B e pertosse), 4 in tetravalente (morbillo, parotite, rosolia e varicella). Queste ultime sono obbligatorie per tre anni, successivamente verrà effettuata una verifica del raggiungimento della copertura di sicurezza (la soglia del 95% di immunizzati, sopra la quale scatta l’effetto gregge che impedisce ai virus di trasmettersi).

I tempi. Per l’anno scolastico 2017/2018, sono dettate specifiche disposizioni transitorie: entro il 31 ottobre 2017  per la scuola dell’obbligo ed entro il 10 settembre 2017  per i nidi e la scuola dell’infanzia potranno essere presentate o la documentazione oppure un’autocertificazione; per l’omissione, il differimento e l’immunizzazione da malattia deve essere presentata la relativa documentazione; coloro che sono in attesa di effettuare la vaccinazione devono presentare copia della prenotazione dell’appuntamento presso l’ASL. Entro il 10 marzo 2018 nel caso in cui sia stata precedentemente presentata l’autocertificazione, deve essere presentata la documentazione comprovante l’avvenuta vaccinazione.

Le multe varieranno da 100 a 500 euro, modulate a seconda della gravità dell’infrazione. Non è previsto il rischio di perdere la patria potestà.

LA SCHEDA DEL MINISTERO DELLA SALUTE

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 luglio 2017
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Uno dei rari casi in cui la scienza e la ragione riescono (ma solo grazie ad una legge) a prevalere sul medievalismo culturale cui sembra essere afflitto questo sciagurato paese.

  2. Scritto da Gianluca Ribolzi

    Finalmente. Siamo tornati ad essere un paese civile che tutela la salute dei suoi cittadini, a partire da quelli più deboli. La moda del “no vaccino” sta dando i noti risultati di questi giorni con le epidemie di morbillo. Vaccinare il proprio figlio significa tutelarlo e tutelare anche tutti quelli con cui viene in contatto. La prima e per ora unica cosa giusta fatta dal PD al governo.

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