Adolescenza in (video)gioco: cosa cercano i ragazzi nel mondo digitale
All'oratorio della Brunella lo psicologo Tommaso Zanella, vicepresidente della Fondazione Minoauro, protagonista della nuova serata della Scuola genitori del progetto OASI
Adolescenza in (video)gioco è il titolo dell’incontro ospitato mercoledì 22 aprile dall’Oratorio della Brunella di Varese con lo psicologo e psicoterapeuta Tommaso Zanella, vicepresidente della Fondazione Minotauro di Milano (tra le realtà di riferimento a livello nazionale per la ricerca e il trattamento del disagio evolutivo).
Un nuovo appuntamento della Scuola genitori promossa all’interno del Progetto Oasi e dedicata ai temi dell’adolescenza nell’era digitale, aperta a fine febbraio dall’incontro con Matteo Lancini.
Mentre cercavamo i papà abbiamo perso anche le mamme. I genitori incontrano Lancini a Varese
Alla serata, coordinata dalla cooperativa La Casa davanti al sole, hanno partecipato genitori e rappresentanti della comunità educante.
Dalla preoccupazione alla comprensione
Con linguaggio accessibile ma rigoroso, Zanella ha attraversato uno dei nodi più pressanti per chi oggi cresce e per chi affianca la crescita: il rapporto tra adolescenti e mondo digitale. Videogiochi, social media, intelligenza artificiale, non come strumenti neutri né come nemici da combattere, ma come spazi abitati da ragazze e ragazzi in cerca di qualcosa di preciso: riconoscimento, appartenenza, identità.
La domanda che ha attraversato tutta la serata non è stata “quanto tempo passano online” ma “cosa vanno a cercare lì dentro?” E poi, soprattutto, cosa questa ricerca dice di loro e del contesto adulto che li circonda.
Il quadro restituito da Zanella ha aiutato i presenti a spostare lo sguardo: dalla preoccupazione per il device alla comprensione del bisogno che quel device soddisfa, dalla logica del controllo alla logica, tanto indispensabile quanto complessa, della relazione.

IL PROGETTO OASI
La serata si è inserita in un percorso più ampio. All’Oratorio della Brunella, dove il Progetto OASI ha trovato casa nel tessuto comunitario varesino, sono già stati avviati nelle scorse settimane i primi percorsi individuali e di gruppo rivolti a preadolescenti e adolescenti del territorio, oltre che alle loro famiglie. Un presidio che vuole essere di prossimità: presente nel quartiere, riconoscibile, accessibile.
Il Progetto OASI è attivo su più territori lombardi. A Varese prende vita grazie a cooperativa sociale La Casa Davanti al Sole, in rete con l’Ambito distrettuale sociale di Varese e la Comunità parrocchiale Sant’Antonio Abate. L’obiettivo è costruire una rete territoriale stabile di supporto psicologico e sociale per giovani e famiglie.
Il Progetto OASI continuerà a proporre momenti pubblici e di dialogo, proponendo altre interessanti serate guidate da ospiti autorevoli su sfide, dilemmi e responsabilità che interrogano genitori e chi lavora ogni giorno accanto a ragazze, ragazzi e famiglie del territorio.
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