Sovraffollamento e aggressioni in carcere, 4 agenti feriti da un detenuto

Frattura alla mano e punti di sutura per gli agenti intervenuti per fermare un detenuto che si stava procurando lesioni. La situazione del carcere di via per Cassano è di nuovo al limite

Le novità del carcere di Busto Arsizio

Ennesimo caso di aggressione nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria operante all’interno della Casa Circondariale di Busto Arsizio alle prese, già da qualche mese, con una nuova situazione di sovraffollamento. Sono 425 i detenuti presenti in questo momento all’interno della struttura che può contenere meno di 300 detenuti e gli agenti sono sottodimensionati di almeno 30 unità rispetto alla capienza massima ufficiale. I sindacati tuonano contro la mancanza di sicurezza all’interno delle strutture italiane.

Nel pomeriggio del 4 ottobre, all’interno dell’istituto Bustese, si è verificata l’ennesima aggressione nei confronti di 4 agenti da parte di un detenuto che si trovava al reparto osservazione per scontare una sanzione disciplinare inflittagli a causa dei suoi comportamenti violenti, il quale, dopo essersi autoinferto lesioni da taglio ha brutalmente aggredito nei locali dell’infermeria il vice comandante di reparto colpendolo con una testata e successivamente gli agenti presenti nelle adiacenze, intervenuti per sedare l’aggressore.

Trasportati in ospedale gli agenti hanno riportato lesioni da contatto, poi suturate, frattura ad una mano e contusioni multiple.

Ne danno notizia il segretario della FP CGIL Antonio Costanzo e il segretario della CISL FNS Antonio Gioia che dichiarano: « E’ da tempo che l’amministrazione penitenziaria non vuole affrontare il problema della sicurezza all’interno degli istituti penitenziari che versano in condizioni di massima criticità. Il personale, costretto ad operare in condizioni pessime, deve affrontare continui eventi violenti sprovvisto di sistemi di difesa personale antiaggressione ormai in uso in altre nazioni della U.E. come gli spray urticanti».

Il detenuto in questione, noto per la sua indole violenta, si era reso responsabile di aggressioni al personale in altri istituti. Aggiungono i sindacat «Siamo vicini agli agenti aggrediti che, nonostante l’esiguità numerica di personale, sono riusciti a gestire in maniera professionale la situazione, limitando i danni che poteva provocare un atto del genere. E’ giunto il momento che la parte politica del paese pensi seriamente ad adeguare in modo risolutivo i numeri degli operatori della sicurezza all’interno degli istituti penitenziari che stanno collassando sotto i colpi del sovraffollamento e della carenza di poliziotti».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 ottobre 2017
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Commenti

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  1. Scritto da bruna_milano

    Sovraffollamento ….. facciamo come i paesi nordafricani……..indulto e spediamoli dall’altra parte del mediterraneo…. cioè al loro paese senza più ritorno !

    1. Scritto da Felice

      Nell’articolo non si citano nazionalità o etnie ma lei da per scontato che i responsabili siano tutti stranieri quando in media i detenuti extracomunitari in Italia sono il 28% del totale occupanti.
      Fa sempre piacere leggere il rigurgito quotidiano.

  2. Andrea-nozze
    Scritto da Andrea-nozze

    Beh per essere precisi secondo l’istat la percentuale di stranieri in carcere è del 34,9%, comunque bassa rispetto agli italiani.

    1. Scritto da Bustocco-71

      Andrea, la percentuale da lei citata sembra quella degli stranieri, mentre quella citata dal sig. Felice era quella degli extracomunitari.
      Se il periodo delle due % è lo stesso, sembrerebbe che la percentuale di stranieri comunitari sia del 6,9%.

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