Una cabina di regia per salvare il lago di Varese

Paesi rivieraschi, Provincia, Regione sotto la guida del Ministero devono collaborare per trovare soluzioni adeguate. Questo l'invito del Ministro Galletti in visita alla Schiranna

Un accordo di programma per la salute del lago di Varese. È quello che vede protagonisti i comuni rivieraschi, la Provincia, Regione sotto lo sguardo “attento” del Ministero dell’Ambiente.

Nella sede della Canottieri alla Schianta, il Ministro Gian Luca Galletti ha incontrato il sindaco di Varese Davide Galimberti, il sindaco di Cazzago Brabbia Emilio Magni, i rappresentanti dell’Università dell’Insubria e diversi esponenti politici del territorio.

Accolto da Mauro Morello, Presidente della Canottieri e dal Presidente del Consiglio comunale di Varese Stefano Malerba, il Ministro ha ribadito il concetto di collaborazione e progettazione in difesa della natura.

Il recupero del lago è un tema ricorrente e diverse sperimentazioni, con dispendio di risorse economiche, hanno tentato di porvi rimedio.

Ora la collaborazione tra comuni rivieraschi, dotto la regia della Regione, dovrebbe rimettere in moto la macchina della progettazione coinvolgendo anche gli accademici oltre agli scienziati del JRC di Ispra.

Attualmente il bacino lacustre si è conquistato fama e notorietà nel mondo sportivo e, in particolare, in quello del canottaggio grazie alla sua conformazione e all’assenza di vento. Nel 2020 si svolgeranno i campionati del mondo, un traguardo che il Presidente Morello e il Sindaco Galimberti sottolineano con orgoglio.

Tra i progetti sul tavolo, però, ci sono anche quelli di ridare bellezza e qualità alle sue acque sia per i pesci che ci vivono sia per il territorio che si avvantaggerebbe di un nuovo gioiello turistico.

« Il mio desiderio – ha ricordato Galimberti – è rivedere un lago pulito al termine del mio secondo mandato amministrativo. In questi mesi abbiamo portato a casa tanti risultati come il finanziamento per il progetto stazioni, le risorse in campo sportivo e l’approvazione per il restauro dei giochi d’acqua di Villa Toeplitz. Sicuramente è un buon momento per progettare e studiare soluzioni definitive».

Nel futuro del lago di Varese, dunque, c’è il recupero delle sue acque anche se, gli scienziati dell’Insubria invitano a non fare progetti faraonici: « Questo non è un laghetto alpino. Scordiamoci di vedere acque cristalline. – spiega il professor Fabio Conti – è un lago anziano e come tale va trattato. Si sono fatti notevoli investimenti che ora occorre mantenere per continuare nell’opera di miglioramento e salvaguardia delle acque».

Nessuna ricetta shock, dunque, ma un patto tra comuni rivieraschi per salvaguardare questo bene prezioso ottenendo i finanziamenti necessari alla sua cura in tempi certi. 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 24 Febbraio 2018
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  1. Scritto da Rolo

    Dopo alcuni esponenti della Lega, ora anche un Ministro in carica si interessa allo stato delle acque varesine; bene! Ma…. dove sono stati fino ad ora? Il partito dei primi governa la Regione, il secondo lo Stato.
    Siamo ancora una volta alle prese con le ennesime promesse elettorali che non avranno nessun seguito?
    Ma se non sanno se verranno eletti o se il Ministro avrà nuovamente l’incarico, perchè vengono a dirci cosa faranno? Se non lo hanno fatto in decenni, perchè dovremmo credergli?

    Voglio però essere ottimista; è vero “non abbiamo più tempo davanti” e sta bene il “Contratto di Lago”, ma a condizione che tutti coloro che se ne sono occupati sino ad oggi: professori, tecnici, politici e tuttologi, spariscano completamente dalla gestione del paventato nuovo risanamento del lago perchè, oltre ad evere sperperato denaro pubblico (e quindi anche il mio) si sono dimostrati incapaci ed incompetenti.

    Anche se ho molti dubbi che ciò si avveri, vorrei realmente volti e nomi nuovi con idee e proposte innovative.

    Rolando Saccucci

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