“Curiamo questo parco da 2 anni, ma il comune non raccoglie più l’erba che tagliamo”
Alberto Mayer e un gruppo di volontari in due anni hanno liberato un parco pubblico da 16.000 metri quadri, il comune l'ha intitolato a suo padre "ma ora mi sento completamente abbandonato"
L’erba tagliata ogni settimana, i rovi estirpati e i primi fiori seminati che stanno germogliando. Mentre in città infuria la polemica sulla gestione poco curata dei parchi, c’è n’è uno che è un angolo di paradiso: il parco Saverio Mayer. Un angolo verde da 16.000 metri quadri tra via Turbigo e via Rosolino Pilo nato dopo due anni di duro lavoro da parte di Alberto Mayer e di alcuni amici che qualche mese fa è stato intitolato a suo padre Saverio, l’imprenditore che fece decollare la IBICI.
«Lavoro da 2 anni come volontario per sistemare questo parco con un paio di amici, paghiamo di tasca nostra la benzina per i decespugliatori e i semi di piante e fiori che seminiamo ma da dopo l’inaugurazione ci sentiamo abbandonati», dice Alberto Mayer mentre cammina sotto gli alberi di questo grande terreno di proprietà comunale. «Qui fino ad un anno fa era pieno di rovi e in mezzo ai cespugli abbiamo trovato di tutto -ricorda-. Ci abbiamo messo mesi per avanzare in questa foresta ma avevamo un accordo con il comune: noi tagliavamo e Agesp avrebbe portato via rifiuti e verde». Tutto è andato bene, almeno fino all’inaugurazione del parco.
«Ho chiamato diverse volte Agesp ma sembra che in questo lungo periodo non ci siano possibilità di intervento, sia per scarsità di personale che per i tanti lavori da seguire» al punto che le cataste di vegetazione, arricchite «anche dall’ambrosia che noi stiamo tagliando qui, una cosa che dovrebbe fare direttamente il comune». E così «anziché incentivare la voglia e l’entusiasmo di continuare a lavorare gratuitamente, con questo atteggiamento si rischia solo di far diminuire la soddisfazione che nasce dal proprio lavoro, facendo ricadere questo parco nell’abbandono più totale».
Una vicenda della quale ha promesso di tornare ad interessarsi l’assessore Paola Magugliani anche perchè, come ha spiegato in una recente intervista, «la città ha numerose priorità e sono state fatte scelte che non hanno permesso di aumentare il budget per lo sfalcio». E in questo caso il budget è praticamente nullo.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Viacolvento su A Carnago Fratelli d'Italia attacca il "pendolarismo" del consigliere di Forza Italia
GrandeFratello su Il centrosinistra lancia il "Patto per Varese": coalizione aperta e candidato entro fine anno
Felice su Diego, 17 anni: “Droni che consegnano cibo e auto senza guidatore: a Shenzhen abbiamo visto il futuro”
lenny54 su Il professore che a Mosca ascoltava Putin viene a Varese spiegarci la guerra
principe.rosso su Il professore che a Mosca ascoltava Putin viene a Varese spiegarci la guerra
lenny54 su Il professore che a Mosca ascoltava Putin viene a Varese spiegarci la guerra














Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.