La XIII Cappella torna a risplendere

Terminati i lavori cominciati a marzo del 2017. Archeologistics ha organizzato per domenica 4 novembre una visita guidata a vetri aperti

Restauro della XIII Cappella

La XIII Cappella torna a risplendere. I restauri sono terminati ed oggi, sabato 27 ottobre, l’opera, tornata a nuova vita, è stata “riconsegnata” ai varesini.
Al Centro Espositivo monsignor Pasquale Macchi la Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte di Varese e Parrocchia di Santa Maria del Monte, ha comunicato la conclusione dei lavori di restauro alla cappella che ospita “La Discesa dello Spirito Santo”, iniziati a marzo 2017.

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Il restauro conservativo – nato all’interno del più ampio progetto “Lo scrigno del Sacro Monte di Varese: caso studio per la conservazione programmata dei Sacri Monti” – è stato intrapreso dall’architetto Gaetano Arricobene e dalla ditta ICSA srl di Sesto Calende del restauratore Bruno Giacomelli sotto la supervisione della Soprintendenza.

Il sostegno finanziario che ha permesso alla Parrocchia, proprietaria del complesso, queste importanti opere conservative per una struttura – riconosciuta dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità – è stato garantito da Fondazione Cariplo, che da anni è impegnata nel finanziamento dei lavori di restauro dell’intero complesso monumentale unitamente alla Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte di Varese.

VISITA GUIDATA

A seguito della riapertura al pubblico della XIII cappella, Fondazione Paolo VI con la collaborazione di Archeologistics ha organizzato per domenica 4 novembre 2018, una visita guidata a vetri aperti proprio della XIII cappella.
A pochi giorni dalla chiusura del cantiere di restauro, sarà così possibile visitare, accompagnati da una guida, la cappella che ospita il mistero de La Discesa dello Spirito Santo. Per l’occasione saranno aperti i vetri dell’edificio per permettere di ammirare meglio l’interno interamente restaurato.
Le visite, su prenotazione obbligatoria, hanno un costo a persona di 5 € e si terranno nei seguenti orari fissi, h 11.00, 14.30 e 16.00.
Per informazioni e prenotazioni contattare il 366 4774873 – 328 8377206 o scrivere a info@sacromontedivarese.it.

IL RESTAURO

Gli interventi, hanno riguardato sostanzialmente:
l’involucro edilizio della cappella, con un intervento sulle coperture, sulle lattonerie e sui paramenti murari, sia in pietra sia intonacati;
• le superfici interne decorate con preziosi dipinti murali, presenti sia nella volta sia sulle pareti;
• le 15 statue in terracotta policroma.

La struttura della XIII Cappella, monumento di rara bellezza sia dal punto di vista architettonico che decorativo, è stato realizzato con una struttura in materiale lapideo, rifinita e arricchita con parti ad intonaco e parti decorative, nonché strutturali, in Pietra di Viggiù per i prospetti esterni, mentre all’interno è riccamente decorata con straordinari dipinti murali, che ricoprono interamente la volta e le pareti, ed infine contiene quindici statue in terracotta policroma, disposte in circolo.

Prima  di questo intervento, tutti gli elementi che compongono la Cappella, pur tenendo in considerazione che negli anni novanta del secolo scorso erano già stati oggetto di restauro, si presentavano in precario stato di conservazione in quanto sottoposti alla continua esposizione agli agenti atmosferici, il forte vento, il fattore umidità non trascurabile ed il gelo invernale.
Le parti in pietra di Viggiù, pietra proveniente dalle cave della fascia sud prealpina della provincia di Varese di natura sedimentaria, si presentavano coperti da abbondanti depositi superficiali, oltre alla presenza di muschi e attacco biologico.

Anche i dipinti murali interni presentavano depositi di particellato, presenza di umidità nella parte bassa. Questi degradi hanno anche parzialmente danneggiato i ritocchi eseguiti nei precedenti interventi di restauro.

Le Sculture in terracotta policroma presentavano un degrado diffuso con sollevamenti e perdita di colore, disgregazione dei punti più deboli della terracotta con presenza di diversi punti di “cuore nero”, causati al momento della cottura da una non completa combustione del materiale organico presente nell’argilla.

A completamento dell’intervento dell’interno e per preservare le opere è stato posizionato un impianto per la deumidificazione, che evita la risalita di umidità dal terreno. Questo intervento prevede un costante monitoraggio nel tempo per il raggiungimento e mantenimento dei valori ottimali per l’opera.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 ottobre 2018
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