Per essere felice devi estrarre la radice quadrata della vita

La professoressa di matematica Lorella Carimali ha presentato all'Isis Gadda Rosselli il nuovo romanzo "La radice quadrata della vita" (Rizzoli)

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«La matematica è una palestra in cui l’errore non è un fallimento, ma una tappa nel viaggio che porta alla soluzione. Certo, puoi sbagliare, ma puoi sempre recuperare». Sentire queste parole uscire dalla bocca di una professoressa di matematica, non sembra vero. Ed è ancor più sorprendente sapere che a proferirle è stata Lorella Carimali, selezionata dalla Varkey Foundation trai 50 finalisti del Global Teacher Prize, il Nobel per l’insegnamento, e premiata tra i dieci migliori insegnanti italiani. (nella foto sopra Lorella Carimali a colloquio con uno studente)

Carimali è stata ospite all’istituto tecnico Gadda Rosselli di Gallarate dove, in collaborazione con Mathesis, Società italiana di scienze matematiche e fisiche, è stato presentato il romanzo dal titolo  “La radice quadrata della vita” (Rizzoli). In un Paese in cui la matematica non gode di grande popolarità tra gli studenti, la prima cosa da fare è scardinare i luoghi comuni che la condannano a un ruolo di subalternità rispetto ad altre materie più gettonate. Eppure, saper far di conto e conoscere i fondamentali della matematica è una competenza di cittadinanza. «Ho sentito troppe volte la frase: rinuncio perché non capisco nulla di matematica. Non può e non deve essere così perché la matematica è bellezza, energia e armonia. È un modo per semplificare i problemi che  ogni persona può far diventare parte di sè. Ho visto miei ex studenti ed ex studentesse dare un contributo fondamentale al miglioramento della nostra società grazie a questa straordinaria materia».

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nella foto, da sinistra Lorella Carimali, Margherita Pruneri e il dirigente scolastico Pietro Anselmo Bosello]

Il romanzo di Lorella Carimali è la storia di due insegnanti appartenenti a generazioni diverse: da un parte Bianca che per la prima volta si avvicina al mondo dell’insegnamento e dall’altra Donatella che invece è alle soglie del pensionamento. La prima è docente di letteratura e latino, la seconda di matematica. Sarà proprio quest’ultima a introdurre la giovane collega votata alle lettere in un mondo, quello dei numeri, in grado di dare risposte importanti nella nostra esistenza quotidiana.

Imparare a estrarre la radice quadrata della vita è un bellissimo augurio. Scrive l’autrice: «Nell’insieme dei numeri reali, puoi calcolare la radice quadrata solo di quantità positive o uguali a zero. Immaginando la vita come la quantità sotto radice, l’augurio significa questo: se riesci ad andare in profondità dentro te stessa e a trovare la tua radice, tutto si presenterà positivo. È così che bisognerebbe affrontare la vita. Anche la matematica può aiutarti a stare meglio, sai?».

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di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 14 dicembre 2018
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