Falò di sant’Antonio 2019, tutte le informazioni

Tutte le informazioni sull'edizione 2019 della popolare festa varesina, che quest'anno avrà il suo culmine di mercoledì sera, con il falò, e la benedizione degli animali di giovedì mattina, 17

Il falò di sant\'Antonio a Varese

Torna la festa più amata dai varesini: quella di Sant’Antonio Abate. Una festa sempre popolarissima, che quest’anno si svolgerà mercoledì 16 e giovedì 17 gennaio 2019.

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Il falò di Sant'Antonio 2018 4 di 29

Tra pire, salamelle e bancarelle in centro la festa anche per questa edizione organizzata dai Monelli della Motta, l’associazione presieduta da Giuseppe Redaelli.

Il clou sarà, come sempre, mercoledì 16 gennaio: si comincerà sempre nella chiesa della Motta, dove alle 10.30 ci sarà la celebrazione eucaristica con benedizione delle candele, mentre alle 21 ci sarà l’attesissimo Falò di Sant’Antonio, acceso come sempre alla presenza delle autorità cittadine.

Il giorno dopo, giovedì 17 gennaio sarà quello della Festa patronale della comunità pastorale, con celebrazioni eucaristiche alle 8, alle 9, alle 10, alle 11, alle 18. In conclusione della messa solenne delle 11, intorno a mezzogiorno, un altro momento amato dai varesini: la benedizione degli animali e il lancio dei palloncini.

COME MUOVERSI IN SICUREZZA

Per poter garantire la partecipazione al falò a tutti in modo confortevole gli organizzatori, insieme alle Autorità, hanno previsto un senso unico pedonale per tutti i visitatori.

L’accesso alla piazza e alla pira sarà possibile da due strade:
da sud, e cioè da Piazza Monte Grappa e Via Carrobbio (con uscita da via Bizzozzero – dietro il prestinaio della Motta, e da via Lonati – sede di Varese Corsi e ex liceo musicale)
da nord, e cioè da via Sant’Antonio, di fianco alla chiesa (con uscita da via Lonati)

Trattandosi di senso unico valido per tutti, E’ INDEROGABILMENTE PROIBITO L’ACCESSO ALLA PIAZZA da via Lonati e da via Bizzozzero.

Gli addetti alla sicurezza (Monelli, Alpini, City Angels e Angeli Urbani) saranno a disposizione per facilitare lo scorrimento.

Una volta entrati in piazza, non sarà poi possibile ritornare indietro percorrendo via Carrobbio e via Sant’AntonioLE SOLE DUE USCITE SONO VIA BIZZOZZERO E VIA LONATI.

Queste le indicazioni per entrare e uscire dall’area del falò: tra le indicazioni delle ordinanze comunale c’è, inoltre il divieto di uso di bottiglie di vetro e lattine all’aperto, così come quello di spray di ogni tipo.

Dato il presumibile affollamento della piazza, si raccomanda inoltre alle famiglie con bambini di evitare, per quanto possibile, l’accesso alla festa con passeggini e carrozzine.

NON PUOI BUTTARE IL TUO BIGLIETTINO NEL FALO’? LO FACCIAMO NOI

Non potrai essere al falò di sant’Antonio e per questo ti struggi, nella convinzione che non ti sposerai neanche quest’anno? Ci andrai, ma temi di non riuscire ad arrivare alla alla pira? niente paura, ci pensiamo noi. Compila il modulo qui sotto, metteremo noi tutti i biglietti nella pira: un gesto che si potrà verificare nella diretta che faremo via facebook.

E se vorrete essere informati della diretta, o delle altre notizie che pubblicheremo sul falò, potrete compilare anche questo modulo di richiesta, compilabile da tutti, e non solo da chi “lancia il bigliettino” con noi. Se lo farete vi terremo informati di quello che facciamo in merito.

IL MODULO PER RICEVERE GLI AGGIORNAMENTI VIA EMAIL

 

 

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 07 gennaio 2019
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Con tutti gli incendi che ci sono stati vorrei essere anch’io in controtendenza come lo è stato un nostro lettore in una sua lettera. Non sarebbe il caso di rinunciare alla ennesima emissione di inquinanti e all’ennesimo gesto sbagliato. Vogliamo per una volta abbandonare “tradizioni” più o meno discutibili e fare un uso più etico e morale della intelligenza di cui siamo dotati? Accendere un FALO quando ci sono stati 14 gradi a gennaio non vi sembra leggermente stupido e poco consapevole degli stravolgimenti che noi ed i nostri figli saranno costretti a vivere?

  2. Scritto da screw

    come se non bastasse l’enorme aumento delle polveri sottili dovute al rogo della Martica .
    continiuamo a portare avanti queste becere ed antiecologiche tradizioni, spero solo che col secco che c’è in giro qualche zampillo trasportato dal vento non vada a bruciare un altra Martica

  3. Scritto da Roberto Baggio

    La Regione Lombardia, da tempo, sta cercando di regolare l’utilizzo di biomassa per il riscaldamento (divieti di utilizzo camini aperti, regolamentazione severa su camini chiusi e stufe, con libretti di impianto e stelle varie, utilizzo di pellet certificato, ecc.). Esiste il divieto assoluto di accensione di fuochi all’aperto (per pericolo di incendi), compresi (dice la legge) i falò rituali.
    Io non posso entrare a Varese con la mia auto diesel Euro 3, pena multe severe, giustamente, perché inquino. Leggi giustissime, per la salute di tutti, ma vorrei chiedere perché sono sempre imperative per il privato cittadino e non valgono anche per tutti gli altri? Il comune di Varese (responsabile per questa problematica) potrebbe spiegarcelo?

  4. Scritto da mike

    Stessa lunghezza d’onda di @Felice e @screw. Non dico tanto, ma un briciolo di buon senso non sarebbe il caso di usarlo? Il “falò” lo abbiamo purtroppo appena avuto, grazie all’imbecillità dell’essere umano, che bisogno c’è di accenderne un altro? La cosiddetta “tradizione” lo impone? Ma mi faccia il piacere…..

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