Il grido di dolore dalla Monteviasco isolata: “Siamo stufi”

Diamo spazio al grido di dolore dal gruppo Amici di Monteviasco che ancora oggi riflette sul triste stato in cui verso il piccolo paesino a nord della provincia

monteviasco

Che il piccolo paesino di Monteviasco sia isolato è un fatto risaputo e che la situazione sia difficile da sbrogliare e risolvere altrettanto. Questo, però, non significa che bisogna far calare il silenzio e abbassare la guardia su una vicenda che comunque riguarda un territorio con i suoi abitanti la sua storia e perfino le sue attività commerciali. Per questo diamo spazio al grido di dolore di Chiara Dellea dal gruppo Amici di Monteviasco che ancora oggi riflette sul triste stato in cui verso il piccolo paesino a nord della provincia.

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Ore 11.00: occhi chiusi, il sole sul viso, quasi nessuna voce in giro, il vento soffia sulle fronde degli alberi e ne avverti – dal rumore – il cambio di direzione, campane e campanacci in lontananza nella valle ti ricordano che da qualche parte, non molto lontano da qui, qualcosa ancora funziona…. Monteviasco vive una quiete che non si sentiva da anni.

Siamo senza funivia, senza luce per le strade la notte, senza i famigliari rintocchi del campanile, senza medici, senza sacerdoti, senza i gerani ai balconi, senza le feste tradizionali, senza la possibilità di trasportare viveri, materiali o persone, con gli orti ancora incolti…. Monteviasco è isolato.

L’immondizia si accumula, così come la polvere nelle case, o le foglie per le strade, o gli alberi caduti nei boschi, al suolo a seguito dei forti venti. Monteviasco è un paese senza manutenzione.

I cantieri aperti mesi fa languono, senza materiale né operai: tetti e case da ristrutturare sono rimasti in sospeso, come tutto ormai. Travi poggiate per strada, piode, ponteggi, teloni a coprire pudicamente le parti rimaste non finite: Monteviasco è sempre in attesa che si muova qualcosa.

Due attività commerciali sono aperte: una addirittura ha resistito strenuamente per tutto l’inverno, su e giù con i viveri in spalla, con qualsiasi condizione atmosferica: chapeau alla forza di volontà.
Ultimo baluardo delle Istituzioni – percepite sempre più distanti e mai in accordo tra loro – sono presenti i Carabinieri, che mai hanno tralasciato le visite in paese e che ormai sono un po’ famiglia. Monteviasco ancora resiste.

Della fascia degli over 70 solo alcuni hanno la forza di salire a piedi: gli altri restano a casa, rimpiangendo i tempi in cui “si stava meglio quando si stava peggio”, con la tristezza negli occhi di chi teme di non riuscire a rivedere più il proprio paesino. Monteviasco è anche un paese in lutto.

Per quanto ancora dobbiamo continuare così? L’eco delle promesse vuote ormai si è esaurita.
Quanto ci vuole ancora per sistemare le cose?
Dobbiamo forse trattenere ancora il fiato, tapparci il naso e sperare fino a dopo le Amministrative?
E POI?

IO SONO STUFA. E tanti come me.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 aprile 2019
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