Statale del lago, Anas: “Problematiche da risolvere con urgenza”

I cantieri partiranno ma non si sa ancora quando. Affollato l’incontro con operatori economici e amministratori per sapere di più sui lavori. Sul piatto le forti limitazioni di transito per i mezzi pesanti

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Il sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca Fabio Passera ha già l’agenda piena pochi minuti dopo l’inizio della riunione operativa per capire le esigenze di chi deve impiegare la statale ogni giorno per lavoro: non solo frontalieri, ma soprattutto camion molto pesanti, una volta che gli annunciati cantieri sulla strada del lago saranno aperti.

Qualche battuta per sdrammatizzare, mezzi sorrisi, ma la faccenda è seria: una statale, la 394 del Lago Maggiore che rimarrà aperta a senso alternato e con l’impossibilità di far passare camion e Tir (forse sopra le 7,5 tonnellate ma non molto oltre) è difficile da gestire, specialmente se le istituzioni faticano a trasmettersi gli atti: «Ferrovie e Regione a quanto mi risulta non sono state informate» ha spiegato l’assessore Alessandra Miglio del Comune di Luino riferendosi dell’inizio imminente dei lavori da 9 milioni per quattro cantieri sui viadotti ammalorati.

Gli svizzeri, almeno ufficialmente, non sanno nulla: lungo le autostrade non ci sono cartelli che avvisino dei lavori oltreconfine e delle sicure limitazioni al traffico pesante che i cantieri imporranno, con possibili ingorghi nei giorni caldi, come il mercoledì quando a Luino c’è il grande mercato.

Ed è proprio dalla Svizzera che arriva la domanda che tutti vogliono fare. E a pronunciarla è il sindaco di Gambarogno, il vicino di casa Tiziano Ponti: «Ma quanto sono urgenti i lavori?».

Risposta di Anas: «Si tratta di una problematica urgente».

Come dire: prima cominciamo, meglio è. Ma la data sull’inizio di questi lavori, ancora non c’è. Il perché sta scritto nel lungo elenco che appunto il padrone di casa Fabio Passera ha sotto mano: c’è l’azienda del trasporto pubbliche segnala di una dozzina di corse al giorno con pesanti pullman, ma anche la fabbrica tessile di montagna che già deve fare i conti con strade strette, a cui ora si somma il disagio di carichi più leggeri.

Ma la lista è lunga: il gestore dell’acquedotto ha in ballo lavori con mezzi per movimento terra tra le 20 e 30 tonnellate, la centrale Enel Roncovalgrande ha in corso due grosse attività manutentive anche con mezzi da 32 tonnellate.

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Aziende di riparazione guasti e di fornitura di servizi, idem: passi per l’ordinaria amministrazione, ma se “va giù” una linea elettrica (e succede da queste parti specialmente con neve o eventi atmosferici severi) come muovere i pesanti gruppi elettrogeni? Segnalazioni a decine. E «già domani mattina le invierò ad Anas», ha promesso il sindaco Passera, che è stato molto chiaro: «Sì, superiamo i particolarismi, ma non facciamo morire per asfissia questi paesi».

A quanto pare se l’intervento risulta urgente, parimenti lo sono le soluzioni da apportare a questa zona, che deve fare i conti con particolari condizioni orografiche: le strade alternative non sono percorribili facilmente: si è parlato di “bretelle” per alleviare il traffico dal lago verso la montagna: percorsi non praticabili dal traffico pesante, col limite dei 30 orari, fondo sdrucciolevole e passaggio su piccole strade comunali.

Il treno rimane la grande risorsa da sfruttare soprattutto per alleviare il viaggio per i frontalieri, anche se la variazione della programmazione ferroviaria non è intervento che può farsi da un giorno all’altro.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 02 ottobre 2019
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