Statale, gli svizzeri preoccupati: «Sarà un bagno di sangue»

Grande perplessità sull’approccio scelto da Anas per gestire la faccenda dei lavori: «Avvisati troppo tardi». E c’è chi propone lo slittamento dei lavori

Avarie

«Non possono avvisarci ufficialmente dell’inizio dei lavori a due giorni dal cantiere. Per noi che abitiamo dall’altra parte della statale sarà un bagno di sangue sotto il profilo della mobilità e dei trasporti».

Settantun anni, ex manager e analista finanziario, studi in Usa e lavoro in un grande gruppo editoriale svizzero, Carlo Cossi è il sindaco «più votato d’Europa, ho preso il 98%», dice scherzando mentre racconta di sé.

Ma lo sguardo diventa severo quando gli si chiede della statale e dell’inizio dei lavori: sedeva anche lui al tavolo della Regio Insubrica di Luino, dove Anas ha di fatto informato ufficialmente una serie di soggetti invitati all’assemblea dell’imminente apertura del cantiere, dando anche rassicurazioni circa la tenuta della gestione dei flussi di traffico nelle ore decisive: dalle 6 alle 8 e dalle 17 alle 18.30.

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«Una approssimazione del genere davvero non me la aspettavo», ha sbottato il sindaco di Vernate (nella foto qui sopra) presente anche a titolo di rappresentante della Conferenza sindaci Malcantone, una ventina di municipalità. Un problema evidenziato anche di numerosi altri attori ticinesi presenti, fra i quali anche Giovanni Berardi, sindaco ticinese di Alto Malcantone e deputato al parlamento Ticinese che ha promesso di sollevare la questione in quella sede per chiedere una proroga dell’inizio dei lavori a patto che sussistano condizioni di sicurezza che lo permettano.

Una strada difficile per due ragioni: i cantieri partono giovedì e Anas ha fatto capire che l’intervento sulla statale non è prorogabile: «Gli studi di fattibilità su questi lavori sono cominciati un anno fa», ha fatto sapere l’azienda.

IL CANTIERE SULLA STATALE 394

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Pubblicato il 16 ottobre 2019
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