Statale del lago, il cantiere aprirà la prossima settimana

Questa mattina lacuale libera ma è imminente la posa dei semafori, e forse martedì il primo giorno di senso unico alternato. Passera: «Prioritario segnalare coi cartelli»

Avarie

Gruppi di auto in stile carovana di 10, 15 veicoli alla volta, intervallati da lunghi momento in cui sulla statale 394 non passano auto in direzione Svizzera.

Così tra le 6 e le 7 di oggi, giovedì. E senza interruzioni, né code. Il grande cantiere sulla strada statale 394 che rinnoverà i quattro viadotti a picco sul lago non è ancora partito.

La data segnalata da Anas del 17 ottobre era dunque indicativa ma già nelle prossime ore la ditta appaltatrice predisporrà la segnaletica di cantiere, e poi arriveranno gli impianti semaforici intelligenti. Quelli, per intenderci, che riusciranno a leggere con grande precisione gli accumuli di traffico in direzione nord la mattina e in senso inverso nel tardo pomeriggio nell’orario di massimo afflusso di auto, che è stato calcolato come piuttosto intenso con picchi fino a 600 veicoli all’ora.

Il giorno dell’inizio dei lavori – o almeno di predisposizione del senso unico alternato regolato da semaforo – sarà probabilmente quella di martedì prossimo, il 22 ottobre.

Lo slittamento è anche determinato dalle pessime condizioni meteo che prevederanno l’arrivo di una seria perturbazione che investirà la Lombardia nel prossimo weekend: non che un temporale sia in grado di fermare un cantiere da 9 milioni di euro, ma perlomeno l’intento della decisione che circola è quello di non aggiungere un disagio inutile: a che servirebbe chiudere la strada col brutto tempo, se le ruspe ancora non sono all’opera?

Dunque si dovrà attendere ancora qualche giorno per verificare se la circolazione regge.

Grandi assenti della giornata continuano ad essere tuttavia i cartelli informativi lungo la statale per avvertire i mezzi dei lavori ma soprattutto delle portate consentite: massimo 7,5 tonnellate con deroghe fino alle 20, deroghe che tuttavia debbono seguire un iter procedurale concordato col committente per consentire il transito di mezzi pesanti legati ad attività continuative sul territorio.

Quindi il grosso Tir che arriva da Bergamo come dalla Lituania e che non necessariamente conosce l’imminente apertura del cantiere, deve essere avvisato per tempo almeno dalla Valcuvia, per chi viaggia verso il confine e dalla Svizzera, per chi entra in Italia.

Di cartelli ad oggi ancora non se ne vedono e gli unici presenti sono quelli disposti lungo la statale 394 a Maccagno all’altezza del ponte della ferrovia, dopo quello sul Giona. Nessun cartello a Cittiglio, Cuveglio, o allo svincolo tra Mesenzana e Grantola; nessun cartello neppure a Dirinella, Canton Ticino, in ingresso in Italia percorrendo la via Cantonale.

Su questa strada viaggia anche la preoccupazione degli amministratori. Per Fabio Passera sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca «oramai di parole ne sono state dette tantissime, sono impaziente che il cantiere prenda inizio, dobbiamo affrontare sereni l’ineluttabilità di ogni altra scelta. Solo una preoccupazione cui sono sicuro che l’azienda appaltatrice saprà ovviare: quando partirà il semaforo tutti i cartelli dovranno essere piazzati».

E qui torna l’incubo del “tir Lituano”: «Mi preoccupa e mi spaventa l’ipotesi che mezzi pesanti si vadano a infilare ignari in un grande imbuto da cui poi risulti difficile viaggiare. I cartelli informativi sono determinanti, anche in Svizzera», conclude il sindaco.

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di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 17 ottobre 2019
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