Dopodomani il cantiere, Anas ottimista, “Traffico gestibile”

Riunione della Regio Insubrica in comune a Luino. Fra 30 giorni il primo bilancio. Niente “piano B” coi battelli: mancano le risorse

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Due tavoli di lavoro, su traffico privato e trasporto di merci, la promessa di operare una valutazione dell’impatto che i lavori avranno su Alto Varesotto e Ticino, e un coro unanime rivolto soprattutto dagli svizzeri ad Anas: «Dovevate avvisarci prima».

Di tavoli per discutere dei lavori sulla statale che partiranno dopodomani, 17 ottobre per la durata di 400 giorni fra Colmegna e Maccagno, ve ne sono stati finora tre, più l’incontro in prefettura a settembre. Ma quello di oggi in municipio a Luino era un incontro speciale, una riunione della comunità di lavoro della Regio Insubrica, l’ente transfrontaliero che rappresenta diverse comunità di confine – due stati, altrettante regioni italiane, e numerose provincie. Riunione imbastita di fretta dopo l’ultimo incontro di settimana scorsa dove emersero forti criticità in merito al cantiere per il rifacimento dei viadotti sulla lacuale.

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Se da un lato i lavori vengono fatti da Anas e sul piano della mera cantieristica sono faccenda italiana, gli effetti che essi potrebbero produrre rappresentano una questione oramai internazionale poiché i flussi di traffico su gomma in questo quadrante territoriale gravitano fra Italia e Svizzera su Zenna, con limitazioni previste importanti: mai sopra le 7,5 tonnellate con al massimo deroghe fino a 20. Su questo punto sono state elencare diverse problematiche legate al peso dei veicoli soprattuto per il trasporto inerti: chi controllerà il peso di questi mezzi? Basteranno i cartelli che gli svizzeri promettono di installare al valico? E, soprattuto, Anas posizionerà anche da parte italiana la segnaletica lungo la 394, che ancora oggi, a 48 ore dall’apertura del cantiere, risultano assenti?

Da parte dell’azienda, rappresentata dall’ingegner Marco Mutti, c’è la rassicurazione che tutto andrà per il meglio: «Abbiamo le valutazioni sui veicoli in transito, nelle ore di punta, al mattino e alla sera ne passano circa 10 al minuto: un aggravio di percorrenza limitato e gestibile attraverso una sosta massima, in coda al semaforo per attendere il verde, di pochissimi minuti: su questo sono molto ottimista».

Ma non tutti la pensano così. Gli svizzeri erano rappresentati da dipartimento del Territorio del Ticino, Ferrovie, Autopostale, Dogane, conferenza dei sindaci Malcantonesi, Associazione industriali ticinesi: soggetti che hanno rimproverato il ritardo delle comunicazioni, come pure la Navigazione dei laghi, sia da parte svizzera, sia da parte italiana rappresentata dal direttore di esercizio Gian Luca Mantegazza che, a quanti fra sindaci e amministratori presenti prospettavano un impiego dei battelli per fungere da “piano B”, ha subito messo in chiaro una cosa: «Siamo stati avvisati dell’inizio dei lavori sulla statale 394 con un preavviso di due, tre giorni: i tempi per una variazione della programmazione sono insufficienti sul piano organizzativo», ha spiegato.

Ma lo scoglio – è il caso di dirlo – consiste anche in altri termini del discorso: mancanza di personale per condurre ulteriori corse di battello per bypassare il cantiere verso nord, e anti economicità del servizio, che sarebbe a carico delle amministrazioni: il servizio internazionale (quello che trasporta i turisti dall’Italia alle località svizzere di Locarno e Ascona) è stato fermato ieri, 14 ottobre e come da calendario e riprenderà il 4 marzo con l’arrivo del bello e l’unico servizio di “alto lago” disponibile ad oggi è il Cannero-Cannobio-Luino.

«Ma anche istituendo una corsa speciale con Locarno, non è detto che questa possa rappresentare una soluzione appetibile per i frontalieri», ha spiegato.

Per la serie: tutti sbarcano dal battello e poi dove vanno se manca il collegamento “punto-punto” con le imprese? Una soluzione dunque verrà trovata in itinere vagliando i dati, come ha prospettato Matteo Toson, mobiliti manager che collabora con Ati, e sarà prezioso il suo contributo alla prossima riunione della Regio, fra 30 giorni: solo allora si saprà se le rassicurazioni di Anas sono bastate o se ci vorrà qualche correttivo in salsa insubrica.

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di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 15 ottobre 2019
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