Gioco del lotto vietato in paese, la rivolta dei tabaccai

Un'ordinanza adottata prima dal sindaco Bernasconi e poi da quello di Buguggiate Sambo ha sollevato le proteste di negozianti e qualche cliente. Oggi l'incontro con il rappresentante dei commercianti Bruno Albini e una possibile soluzione

Azzate: i luoghi (inserita in galleria)

Un’ordinanza che vieta il gioco del lotto e dell’enalotto causa emergenza coronavirus. L’ha firmata il sindaco di Azzate Gianmario Bernasconi quando ormai la fase 2 si stava avvicinando e il Governo stava per autorizzare la ripresa del “gioco pubblico”. Una decisione che ha scatenato l’ira dei tabaccai e che ha portato alla convocazione di un incontro oggi, venerdì 8 maggio, tra i rappresentanti del comitato dei commercianti, l’amministrazione comunale e i negozianti “penalizzati” dall’ordinanza.

Tutto è cominciato qualche giorno fa, alla fine di aprile: lotto ed enalotto uscivano dalla quarantena ma non ad Azzate dove il Comune ordinava “ai tabacchi e alle ricevitorie, fino a cessate esigenze emergenziali, la sospensione del gioco lecito con vincita in denaro, operato con dispositivi elettronici del tipo “slot machines”, dei giochi numerici (a titolo esemplificativo winforlife, winforlife vincicasa, 10&lotto, Millionday ect.), delle scommesse su eventi sportivi e non sportivi, nonché la disattivazione di monitor e televisori al fine di impedire la permanenza degli avventori per motivi di gioco all’interno dei locali”.

Le tabaccherie ad Azzate sono tre e la reazione all’ordinanza è stata immediata. A lamentarsi, sui social, sono stati non solo i commercianti ma anche alcuni clienti che si domandavano per quale ragione dovessero andare a giocare la schedina, o acquistare i gratta e vinci, nei paesi limitrofi. I tabaccai lamentano il fatto che pur avendo provveduto alla sanificazione dei locali e a far rispettare tutte le norme previste dal decreto, i loro punti vendita siano penalizzati rispetto a quelli dei comuni limitrofi.

La linea “dura” del sindaco di Azzate, però, è stata adottata anche dal sindaco di Buguggiate Matteo Sambo che proprio oggi ha deciso di applicare la stessa ordinanza alle due ricevitorie del paese.  “Io e Bernasconi ne avevamo già parlato nei giorni scorsi – spiega Sambo – Abbiamo deciso di concordare una linea comune, proprio per scongiurare spostamenti di persone da un paese all’altro, solo per giocare una schedina o comprare un gratta e vinci e per evitare che la gente sosti troppo nelle tabaccherie. Lo scopo è solo quello di evitare gli assembramenti. Tutto qui. Non c’è altra ragione”.

Ma la spiegazione non ha soddisfatto i tabaccai che al tavolo convocato questo pomeriggio hanno presentato le loro rimostranze. Portavoce del malcontento e mediatore tra le parti Bruno Albini, rappresentante del Comitato che raggruppa oltre sessanta commercianti di Azzate: “L’incontro è stato utile – spiega – Il clima era piuttosto incandescente ma poi siamo riusciti a trovare un accordo tra i due sindaci e i cinque titolari delle ricevitorie di Azzate e Buguggiate: l’ordinanza resterà  in vigore sino al 18 maggio, poi ci troveremo di nuovo e, sulla base dell’andamento dei contagi in Lombardia, decideremo che cosa fare. Tutti insieme però. Quello che contestiamo a questa amministrazione – continua Albini – è la mancata condivisione delle iniziative. Avremmo potuto parlarne prima invece ci siamo trovati un’ordinanza dall’oggi al domani. Stiamo parlando di una categoria che, è vero, a differenza di altre sta lavorando, ma che deve far fronte a impegni fiscali non derogabili. Privarli del gioco pubblico significa penalizzarle molto. Bisogna trovare un equilibrio  -conclude Bruno Albini – e forse lo abbiamo trovato. Ci ritroveremo il 18 maggio e decideremo che strada prendere, questa volta insieme“.

Con le stesse modalità Albini conta si riprenda a dialogare sulle possibili mosse da adottare quando tutte le attività commerciali di Azzate potranno riaprire: “Il dialogo con l’amministrazione comunale era già partito nei giorni scorsi: ci sarà molto da fare e tante energie da mettere in campo. Aspettiamo le direttive di Confcommercio e poi vedremo quali strategie adottare. Abbiamo il vantaggio di essere in un piccolo paese e le soluzioni, con un po’ di buona volontà e apertura, si possono trovare”

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Pubblicato il 08 maggio 2020
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