Dall’esordio con la Pro Patria al ritiro a 26 anni, la storia di Alessandro Spanò: “Voglio studiare”
Il difensore che ha festeggiato da capitano la promozione in Serie B della Reggiana lascia il calcio per una borsa di studio in una Business school
È stata probabilmente la settimana più importante nella vita di Alessandro Spanò (foto Facebook). Prima la vittoria nella finale playoff contro il Bari che ha riportato la Reggiana in Serie B dopo 21 anni. A poche ore dal successo sul campo, con la fascia di capitano al braccio, la laurea in economia.
Oggi – mercoledì 29 luglio – l’annuncio a sorpresa: Spanò lascia il calcio a 26 anni per proseguire la carriera da accademico.
Lo ha annunciato lui stesso con una conferenza stampa organizzata dalla Reggiana, nella quale l’ormai ex calciatore ha espresso la sua volontà di appendere gli scarpini al chiodo.
Il futuro lo vedrà impegnato in una Business School all’estero, grazie ad una borsa di studio vinta.
Una notizia che fa davvero clamore, anche solo per il fatto che un ragazzo di successo nel mondo del pallone lasci il calcio giocato per proseguire gli studi.
Spanò, nato nel 1994 a Giussano, ha esordito tra i professionisti proprio con la Pro Patria l’8 settembre del 2013 con la Pro Patria, lanciato dall’allenatore Alberto Colombo. Non fu una grande serata per lui, ma con il tempo riuscì a migliorare le prestazioni e diventare un punto fermo di quella squadra, tanto da finire la stagione con 24 presenze e 1 gol. Le varie vicissitudine societarie di quegli anni, legate alla presidenza di Pietro Vavassori, lo portarono a Reggio Emilia, riuscendo a diventare capitano e simbolo in campo della Regia, passando attraverso il fallimento, la ripartenza dalla Serie D come Reggio Audace e la storica promozione in Serie B di una settimana fa.
La cadetteria non la giocherà; Spanò sarà impegnato in altri campi e in materie più teoriche di un campo da calcio. Buona fortuna.
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