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Si, no, forse: per non parlare di referendum

Le considerazioni del gruppo Progetto Concittadino sulla prossima scadenza di partecipazione per i varesini: il referendum, previsto per il 20-21 settembre

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Pubblichiamo le considerazioni del gruppo Progetto Concittadino sulla prossima scadenza di partecipazione per i varesini: il referendum, previsto per il 20-21 settembre

Fra pochi giorni saremo chiamati a votare attraverso un referendum per confermare o meno una modifica alla nostra Costituzione che, nel caso in cui fosse approvata, avrebbe come effetto quello di diminuire il numero dei deputati e senatori che eleggeremo dalle prossime elezioni in poi.
Qualsiasi cittadino che intenda esprimersi con coscienza prova a farsi un’idea il più precisa possibile di quello su cui è chiamato a decidere e tenta di districarsi tra quorum, rappresentanza, circoscrizioni, governabilità e meccanismi elettorali a volte di difficile comprensione per chi non fosse un esperto giurista o politologo. Infatti, anche gli esperti più noti e accreditati si dividono: se Valerio Onida si è espresso per il sì, Gianfranco Pasquino è un convinto sostenitore del no; se è stato recentemente pubblicato un appello di 183 costituzionalisti che spiegano perché votare no, altri loro colleghi individuano numerose ragioni tecnico-giuridiche per votare sì. A parte quelli di noi che, dopo essere stati commissari tecnici della nazionale di calcio, orfani del loro sport preferito, siano diventati virologi e oggi si trasformino improvvisamente in costituzionalisti, tutti gli altri rischiano di rimanere in mezzo a un guado e di essere indotti a votare, come ci pare sempre più spesso accada, da tifosi, favoriti in questo anche dalla logica binaria che un voto referendario necessariamente veicola.

Nonostante, come ci viene ricordato da più parti, ormai da decenni si discuta di diminuire il numero di parlamentari, ci sembra che il dibattito in corso, se ripulito dai tecnicismi giuridici, abbia una connotazione figlia dell’attuale clima vendicativo nei confronti di una classe (casta?) politica che si riterrebbe composta da parassiti e che sarebbe responsabile delle peggiori ruberie che si possano immaginare. Respingendo questa visione della politica, che pare essere di moda in alcuni casi anche tra gruppi a noi vicini, non neghiamo che a tutti i livelli ci sia una questione che investe la qualità di chi ci rappresenta, che spesso risulta insoddisfacente e favorisce un atteggiamento rancoroso nei confronti di chiunque provi a praticare l’impegno politico. In questa situazione il rischio è quello di confondere la qualità della rappresentanza, probabilmente da migliorare, con la quantità dei rappresentanti che se anche diminuissero non necessariamente sarebbero più competenti, onesti o attenti al bene pubblico.

Progetto concittadino si è interrogato a lungo sull’opportunità o meno di prendere una posizione a favore dell’una o dell’altra opzione: se da una parte siamo un movimento politico che ha fatto dell’impegno civico sul e per il territorio la propria caratteristica principale, dall’altra ci rendiamo conto che un tema come questo avrà delle conseguenze sulla nostra democrazia e sulla nostra convivenza civile. Tra uno stretto e forse eccessivo localismo e il rischio di perdere di vista l’orizzonte che come movimento ci siamo dati, in un’ottica che alcuni potrebbero forse definire glocale, ci siamo chiesti quali siano le questioni poste da questo referendum nazionale che ci riguardano da vicino e ci interrogano anche in quanto concittadini varesini.
Queste considerazioni ci spingono ad interrogarci su almeno tre questioni che il dibattito sul referendum ci pare suggerisca e che incrociano il lavoro di stimolo alla partecipazione civile e politica che quotidianamente cerchiamo di fare sul nostro territorio.

Posto che ci possano essere delle ragioni che inducano a diminuire il numero dei parlamentari, e su questo lasciamo la parola al dibattito tra giuristi, siamo sicuri che considerare i politici una massa di masnadieri sia la giusta premessa per scegliere se votare sì o no in modo oculato e utile per il bene comune?

In secondo luogo, se siamo indotti a riflettere sulla qualità dei rappresentanti, non possiamo dimenticarci che sono eletti dai cittadini. Forse, allora, c’è anche il problema della qualità degli elettori. Più che interrogarci esclusivamente su quanto la classe politica sia inadeguata e composta da cialtroni, non è più interessante provare a comprendere come ognuno di noi possa spendersi al di là delle proteste per le buche nelle strade di fronte a casa o per quanto siano onerose le proprie (solo le proprie) tasse?

Infine, ma forse per noi più importante, Varese. Alle ultime elezioni amministrative in città ha votato il 55% degli elettori, veramente pochi. Siamo riusciti, e in che modo possiamo continuare il nostro lavoro, per sollecitare i cittadini che hanno deciso di non votare neppure per il proprio comune a partecipare?

Molti di noi sono intenzionati a votare No. Non tutti. Come sempre nella nostra lista l’unanimità nel riconoscimento dei valori fondamentali, a partire dai principi della Costituzione e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, lascia spazio alla pluralità delle sensibilità nelle scelte puntuali che ci offre la cronaca politica.

A tutti noi, però, e non da oggi, preoccupa questo clima che diminuisce l’interesse per la partecipazione politica o al più la fa sembrare una contesa da stadio. Il dibattito sul prossimo referendum ci pare non aiuti in questa direzione e non proponga una pacata riflessione su temi molto importanti per la nostra democrazia.

L’impegno di Progetto Concittadino è stato quello di contribuire al governo della città e, contemporaneamente, quello di lavorare con i cittadini per ridurre le distanze e costruire insieme la migliore città possibile. In questo caso approfittiamo del referendum entrando nel dibattito, non tanto per occupare spazi politici già molto affollati, ma per continuare a proporre un’idea di rappresentanza differente che in questi anni ci ha permesso di entrare in contatto con numerosi cittadini, molti dei quali hanno deciso di impegnarsi insieme a noi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 settembre 2020
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