A Castronno si canta sulle note della pace
Una serata senza palco e senza pubblico vissuta tutti insieme sulle note di "Imagine" di John Lennon, «In questo momento l'arte è fondamentale»
Lo stesso giorno in cui migliaia di persone sono scese nelle piazze e nelle strade per sostenere la popolazione civile di Gaza martoriata dalla guerra, anche a Materia, la sede di VareseNews a Castronno, si è alzata una voce di pace. Sulle note di Imagine di John Lennon, i coristi per una sera che hanno partecipato a Dove si canta – l’evento musicale organizzato dal coro Solevoci – si sono messi in gioco e hanno unito le loro voci lanciando tutti insieme un messaggio di speranza.
A Dove si canta non c’è palco e non c’è pubblico, ma grazie alla guida e all’energia della vocal coach Federica Rini e al pianoforte di Christian Manto Tassi, la sala si è trasformata in un coro affiatato e unito, dove ognuno – non importa con quanta esperienza dietro al microfono – ha fatto la sua parte, dando vita a qualcosa di unico.

Solevoci, vent’anni di passione per il canto corale
Nato nel 2003, il coro Solevoci è una realtà unica nel panorama varesino, che sposa la tradizione corale con un repertorio pop e jazz. Col tempo l’associazione si è allargata, diventando un vero e proprio progetto culturale dotato anche di un’accademia di canto aperta a tutte le età: dai bambini di quattro anni fino agli adulti e agli anziani.
«Abbiamo sette cori all’interno della nostra organizzazione – spiega il presidente Fausto Caravati -. Questo ci permette di offrire un percorso completo e inclusivo, che accompagna le persone nel tempo e crea comunità attraverso la musica».
Ciò che anima Solevoci è la convinzione che il canto sia un ingrediente per il benessere. «Ripetiamo spesso una massima: canta che ti passa. Non è solo un modo di dire – afferma Caravati -, cantare fa davvero bene. Permette di incontrare persone, condividere esperienze e vivere momenti di gioia, come accade questa sera».
Un progetto affascinante, pensato per avvicinare le persone di tutti i gusti al mondo del canto corale e aiutarle a trovare il coraggio di mettersi in gioco. «Il nostro obiettivo – conclude Caravati – è far conoscere e valorizzare sempre di più la musica corale, dando spazio a generi e sonorità diverse e avvicinando il pubblico a un’esperienza che unisce arte e socialità».
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