Si ferma il pubblico impiego, sei insegnanti su 10 in sciopero

Presidio di insegnanti di fronte a Provincia e Provveditorato. Carenza di insegnanti e stato delle strutture i temi caldi. Una delegazione di Varese in manifestazione a Roma

«Siamo estremamente soddisfatti, la giornata è riuscita proprio come ci aspettavamo, in piazza ci sono più di 200 mila persone». Così ha commentato Manuela Vanoli, della Cgil Funzione Pubblica di Varese la grande manifestazione dei lavoratori pubblici in corso a Roma. E se i lavoratori dello Stato hanno affrontato il viaggio nella capitale per rivendicare un adeguamento salariale, a Varese si è tenuto un presidio organizzato dai lavoratori della scuola, che in mattinata hanno incontrato il presidente della Provincia Marco Reguzzoni esi sono recati al Provveditorato.
Diverse le questioni poste sul piatto: dai tagli della Moratti alla Finanziaria, dalla carenza di strutture alla questione degli insegnanti precari.

Alle 10 un centinaio di insegnanti si sono ritrovati di fronte a Villa Recalcati; una delegazione di sindacalisti ha poi incontrato Reguzzoni al quale sono stati esposti i problemi della scuola in provincia di Varese.
«Il presidente della provincia ha assicurato che si farà portavoce delle nostre istanze – ha spiegato Marinella Magnoni, (foto a destra) segretaria provinciale della Cgil Scuola – . Su una questione ha promesso di attivarsi direttamente, ma solo dopo le elezioni amministrative: si tratta del sistema di formazione professionale che attualmente è confuso e dispersivo e sta progressivamente e inevitabilmente perdendo identità, con il rischio concreto di un tracollo finanziario senza via d’uscita».

Un’altra questione sollevata a Reguzzoni è quella dello stato dell’edilizia scolastica della provincia. Su questo tema il numero uno di Villa Recalcati ha fatto sapere che «la Provincia è in grado di fare egregiamente la sua parte sul piano dell’edilizia scolastica. Risponde da anni con i fatti visto che ha più che raddoppiato l’investimento nel settore. Pensiamo solo all’apertura di nuove sedi scolastiche come quella  del Liceo Artistico di Varese o del nuovo Liceo scientifico  Tecnologico ambientale di Laveno, oppure alla riqualificazione dell’area Cantoni di Gallarate dove verrà creato il nuovo istituto per il Commercio ‘Giovanni Falcone’  o  alla recente proposta di un nuovo polo scolastico a Busto Arsizio. Infine – ha concluso –  entro il 2008  tutte le scuole della provincia saranno a norma e funzionali».

Un’altra situazione scottante, questa volta esposta dal sindacato ad un funzionario del provveditorato che sostituiva Antonio Lupacchino, responsabile per la provincia di Varese, è la scarsità di organico nella scuola pubblica.  I dati divulgati dalle tre sigle sindacali, Cgil Cisl Uil, parlano chiaro sia a livello regionale, che in chiave locale. Infatti nonostante gli alunni delle elementari previsti in Lombardia siano 6470 in più nell’anno scolastico 2005-2006, di cui 359 in più in provincia di Varese, e le richieste di tempo pieno siano in costante crescita in tutte le province, il Ministero ha assegnato alla nostra regione 43 posti in meno rispetto all’organico di diritto dello scorso anno. Rispetto all’organico attualmente funzionante i posti in meno sono ben 258.

«Dal Provveditorato abbiamo avuto la rassicurazione che il problema dell’affollamento delle aule verrà sottoposto al Ministero – ha dichiarato il segretario della Cisl Scuola Sabino Famiglietti (foto a sinistra) – . In alcune classi abbiamo 29, 30, 31 studenti. Una situazione che non è sostenibile, tra l’altro, dalla costante carenza di insegnanti».
«A fronte di questi numeri chiediamo al Ministero dio assegnare risorse aggiuntive alla Lombardia –  ha commentato anche Giovanni Infortuna, segretario provinciale della Uil Scuola (nella foto a destra)– anche con l’obiettivo di difendere la qualità dell’offerta formativa in Lombardia, garantendo risorse aggiuntive a fronte dell’aumento del numero di alunni e della maggiore richiesta di tempio pieno».

Secondo la Cgil in provincia di Varese allo sciopero avrebbero aderito il 60 per cento degli insegnanti. I dati dovranno comunque venir confermati dal Provveditorato.
Al presidio era presente anche il candidato alle regionali dell’Ulivo e consigliere provinciale Stefano Tosi e il consigliere provinciale di A N, Alberto Cattaneo

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Pubblicato il 18 Marzo 2005
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