Niente Ticket Restaurant per tutta la giornata di oggi
Varese – I buoni pasto non verranno accettati anche dalle grandi catene di distribuzione
Nella giornata di martedì 25 giugno 2003 la Fipe-confcommercio ha organizzato 24 ore di protesta non accettando i buoni pasto distribuiti dalle aziende. Ad aderire all’iniziativa sono tutti i piccoli e medi esercizi indipendenti, oltre a grandi catene di ristorazione. Le ragioni del malcontento si possono ritrovare nel comunicato stampa della Fipe.
“La situazione dei buoni pasto nel nostro Paese è ormai insostenibile – ha spiegato Edi Sommariva, direttore generale della Fipe-Confcommercio, illustrando la manifestazione – a causa dei comportamenti delle aziende emettitrici di buoni pasto, costrette da una parte ad accettare crescenti sconti nei confronti dei committenti (pubblici e privati) e dall’altra a richiedere commissioni (cioè sconti incondizionati) alla rete dei pubblici esercizi sempre più elevati per poter sopportare i prezzi stracciati concordati con i committenti. Un meccanismo pernicioso la cui causa va ricercata nell’ultima gara della Consip Spa, che ha assegnato a quattro aziende distinti lotti territoriali con un ribasso all’origine superiore al 16%”.
“A rimetterci, al solito, l’anello debole della catena – ha detto ancora Sommariva – ossia gli esercenti e i dipendenti, cioè i consumatori, che vedono decurtato dal loro buono pasto il valore dello sconto scaricato sui pubblici esercizi: questo significa che è a rischio la qualità del servizio e il livello dei prezzi. Insomma lo Stato, attraverso Consip Spa ha operato una vera e propria “trattenuta secca” dagli stipendi dei dipendenti pubblici e imposto una nuova “tassa” agli esercenti.
Per la Fipe-Confcommercio senza interventi forti sul mercato le commissioni per i pubblici esercizi potrebbero crescere rapidamente e attestarsi su un valore medio del 6%, con punte intorno al 9%, con immaginabili conseguenze sull’abbassamento della qualità del servizio e sui livelli dei prezzi (il pericolo è che se non si interviene presto per ridefinire le regole del mercato vi possa essere una fiammata inflazionistica del settore superiore allo 0,5%).
Secondo i risultati di un’indagine sui consumatori, commissionata da Fipe-Confcommercio alla Nicola Piepoli e Associati, i dipendenti giudicano i buoni pasto soddisfacenti per le proprie esigenze, ma già notano uno scadimento della qualità. Le loro preoccupazioni in merito riguardano in primo luogo il rischio che non siano accettati dai pubblici esercizi, in secondo luogo che scada la qualità del servizio e in terza battuta che i prezzi aumentino.
“La consapevolezza dei consumatori è importantissima, perché sono loro a correre il rischio più grosso. Per contrastare tutto ciò e informare il consumatore di quanto questa battaglia lo riguardi – ha concluso Edi Sommariva – il 25 giugno diremo “no” all’abbassamento della qualità e al rischio di aumento generalizzato dei prezzi. Chiediamo ai consumatori di condividere con noi questa battaglia, che è anche loro”.
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