La tomba al cimitero è il segno di una comunanza di destino
Varese – La riflessione di monsignor Mafffi sul dibattito aperto da Varesenews
Ho letto, soffermandomi sui giornali, una notizia che mi ha incuriosito e imbarazzato: la regione Lombardia, prima tra le regioni italiane, sta per emanare una disposizione che dà la possibilità ai familiari di disporre delle ceneri dei propri defunti, custodendole o spargendole nel territorio della regione Sono abituato a tentare di capire le motivazioni di una scelta che istintivamente non condivido; ci ho pensato parecchio; metto a disposizione alcune semplici note.
Mi sembra di leggere dentro questa scelta una fatica a misurarsi con il momento della morte; aumentano le persone che esorcizzano la malattia, che mettono la morte alle porte della vicenda umana; è quasi una vergogna essere ammalati; non è una buona cosa partecipare agli altri le sofferenze di un lutto. Questo comporta anche una fatica grande a crescere nel rispetto della tradizione e nel desiderio di far diventare la memoria del bene vissuto, un riferimento per le scelte fondamentali della vita. La morte diventa un avversario. Non staremo perdendo la capacità di quella riflessione importante, decisiva per la nostra vita, che è il pensiero della nostra finitezza? È anche questa consapevolezza che ci aiuta a discernere ciò che non è essenziale, ciò per cui pertanto non vale la pena di spendere le migliori energie che abbiamo in noi. Ma c’è una seconda considerazione che mi sembra rilevante. Gli uomini di ogni tempo, costruendo necropoli o cimiteri, hanno sempre consegnate le spoglie mortali a un luogo avvolto dalla dimensione sacrale e dalla valenza comunitaria. La tomba al cimitero è stata sempre segno di una comunanza di destino, a cui guardare con profondo rispetto perché l’uguale destino invoca il rispetto per ogni persona, in qualsiasi maniera abbia interpretato la sua esistenza. E il silenzio che per tanti anni ha caratterizzato i nostri cimiteri dichiarano il profondo rispetto per il mistero che avvolge ogni individuo, in particolare nel suo esito finale. Poche righe per dire un’amarezza di fronte a una scelta che non condivido; poche righe per sperare in qualche passo legislativo diverso.
Monsignor Peppino Maffi
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Tommaso Guidotti su Sulla ciclabile di viale Belforte serve fare chiarezza
Fabio Rocchi su Sulla ciclabile di viale Belforte serve fare chiarezza
principe.rosso su Ragazzini spaccano con un martelletto il vetro di un autobus di Autolinee Varesine, l'azienda: "Siamo esasperati"
robertolonate su Cade da un'impalcatura in un cantiere a Tradate, operaio soccorso dai vigili del fuoco
SABY24 su I genitori di un bimbo sono sordi, a Cocquio Trevisago una classe impara la lingua dei segni per la recita di fine anno
Felice su Rissa con bastoni e sassaiola alla stazione di Garbagnate: danneggiato anche un treno






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.