I caprioli in provincia sono un problema…solo per le auto

Nel Varesotto vivono circa 3 mila esemplari di animali selvatici. L’assessore alla gestione faunistica spiega le ragioni degli abbattimenti selettivi

Secondo i censimenti, in Italia ci sono 50.000 caprioli da abbattere. Il comunicato ha scatenato le reazioni di animalisti e Verdi che sono scesi in piazza a protestare, soprattutto dopo la decisione della regione Piemonte di abbattere 600 esemplari a partire dal 24 agosto.

In Lombardia e a Varese, comunque, la situazione è molto più tranquilla. Ad oggi nessuna lamentela, anche perché il numero di ungulati della zona è abbastanza limitato e la provincia attua il monitoraggio degli ecosistemi da molto tempo. Nel territorio varesino,  infatti, tra cervi, mufloni, caprioli, camosci e cinghiali non vi saranno più di 3000 esemplari, con i cinghiali che ammontano a circa 1000 e che diventano comunque bersaglio dei cacciatori a stagione aperta. Infatti, ogni anno, in base ai censimenti dell’Infs (Istituto nazionale per la fauna selvatica), la provincia opera degli abbattimenti di selezione finalizzati al mantenimento di ecosistemi equilibrati.

(sopra: l’assessore provinciale alla gestione faunistica Bruno Specchiarelli)

L’assessore provinciale alla gestione faunistica Bruno Specchiarelli spiega: «La storia è tutta diversa per le specie protette come caprioli, cervi e camosci. Nonostante il numero degli ungulati nella provincia di Varese sia ridotto, va comunque annualmente ridimensionato. Gli ecosistemi sono organismi molto delicati che vanno continuamente monitorati. È una misura drastica, ma volta esclusivamente alla salvaguardia degli animali. Evitando il sovrannumero, caprioli, cervi e camosci possono vivere comodamente nel loro habitat naturale senza essere costretti a scendere a valle  per mancanza di spazio e cibo».

«Inoltre – continua Specchiarelli – l’abbattimento con selezione prevede che gli addetti alla soppressione scelgano accuratamente i capi da abbattere, facendo molta attenzione a non scagliarsi solamente contro i cuccioli, i così detti “bambi”».
Solo il 9% della popolazione di ungulati della provincia di Varese viene colpita dalla selezione, il che consiste in circa 80 capi sui 2000 del totale.

Secondo l’assessore provinciale, dunque, tutto avviene nel rispetto della natura. Il servizio di monitoraggio, in fine, sarebbe utile anche socialmente, tutelando non solo gli animali, ma anche la sicurezza dei cittadini: «Solo quest’anno – coclude Specchiarelli-  ci sono stati almeno 35 incidenti stradali causati da caprioli, cervi, camosci e mufloni. il controllo del sovrannumero è fondamentale per prevenire la discesa a valle degli animali e quindi mantenere condizioni di sicurezza accettabili per gli automobilisti».

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Pubblicato il 11 Agosto 2006
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