«E’ stato un attimo». Il noir italiano va in caccia del passato

Diverte con ironia Sandrone Dazieri, lunedì sera ad Amor di Libro per presentare il suo ultimo romanzo. E' la storia di un uomo dalla cui memoria sono scomparsi quattordici anni di vita e, forse, un mistero

Cuoco, correttore di bozze, attivista nei centri sociali… a qualcuno non basterebbe una vita per fare la metà delle cose che ha fatto Sandrone Dazieri, lo scrittore di noir padre del Gorilla (in foto, con la giornalista Loredana Sbrana, che ha moderato l’incontro). Lo accompagna da sempre, però, la passione per il racconto. «Diciamo che l’ho presa alla larga – scherza – Fin da piccolo avevo deciso di fare il cuoco con l’idea di viaggiare, vedere il mondo e avere qualcosa da raccontare… quando ho iniziato a scrivere, volevo parlare delle cose che mi stavano a cuore, ma che troppo spesso l’informazione trascurava». Dall’esordio letterario nel 1999 con Attenti al Gorilla alla direzione dei Gialli della Mondadori il passo è stato breve, ma tra una riflessione sulla letteratura e l’altra lunedì sera ad Amor di libro non sono mancate allusioni alle sue battaglie sociali, dal Movimento anti-nucleare al G8 di Genova.

Ascoltando lo scrittore conosciamo meglio l’uomo, che ci intrattiene con ironia con aneddoti sulle sue esperienze in letteratura e non solo, ma impariamo a scoprire anche il suo personaggio, quel Gorilla che ormai da anni esce in libreria senza mai ripetersi: Attenti al Gorilla nel 1999, La cura del Gorilla nel 200 (libro da cui è stato tratto l’omonimo film con Claudio Bisio), Gorilla Blues, Il Karma del Gorilla. «Ci sono diversi modi di fare un giallo seriale: costruendolo alla Perry Mason, e allora a cambiare è solo il caso da risolvere, o inventando un personaggio che invecchia e cresce con te, come faccio io. Soprattutto, io cerco sempre nuovi modi di scriverlo». Un approccio che può anche non piacere ai giallisti “duri e puri”: «Il giallo si concentra sulla soluzione di un enigma, il noir invece indaga su quello che ha generato il crimine, racconta un contesto, uno spaccato di società che si sviluppa intorno al protagonista».

Nell’ultimo romanzo di Dazieri, E’ stato un attimo, ci troviamo di fronte a un uomo per cui «la persona che conosce di meno è se stesso». Così è per Santo, ricco pubblicitario in carriera che un bel giorno si sveglia in un bagno della Scala di Milano, e scopre di essersi dimenticato di tutti i suoi ultimi quattordici anni di vita: l’ultimo ricordo risale ai primi anni novanta, quando era uno spacciatore, in combutta con un socio che nel libro sarà il suo doppio. Il suo presente è riadattarsi a se stesso, a questo brillante sconosciuto che dietro tutti i suoi successi potrebbe nascondere il più terribile tra i crimini: l’omicidio.

Al centro della storia, il tema del doppio, già caro a Dazieri che lo ha usato in diverse altre occasioni. «Noi abbiamo sempre due facce – ha spiegato l’autore – cambiamo a seconda delle occasioni sociali. Spesso, però, ci capita di essere contesi tra due estremi, la razionalità economica e l’etica, ciò che è giusto e ciò che è conveniente… Ciò che mi affascina del doppio è che in ognuno di noi coesistono il Bene e il Male assoluto, in un gioco di luci e di ombre». Così, se nei gialli i cattivi sono solo cattivi, ben definiti, «nella realtà ognuno di noi potrebbe essere l’assassino e il violento, semplicemente abbiamo avuto più fortuna, i casi della vita non ci portano a manifestare questo lato oscuro. E’ questo il doppio: la possibilità che esiste dentro di noi, ma rimane inespressa. Spesso i doppi si danno battaglia dentro di noi».

Una “possibilità” su cui Sandrone Dazieri sta già lavorando è il seguito della saga del Gorilla, la cui fidanzata potrebbe morire, mentre lui potrebbe diventare ricco per un’eredità… di (forse) sicuro potrebbe esserci l’esordio, con un attentato suicida in un locale dove si trova il protagonista. «Non so nulla – scherza ancora l’autore – finché un libro non è finito, ancora non esiste…».

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Pubblicato il 22 Maggio 2007
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