Costi della politica, cosa ne pensano gli “ex”

Maffioli, Pellegatta, Adamoli e Pellicini, quattro illustri ex parlamentari della nostra provincia commentano la nuova campagna contro gli sprechi della "Casta" e dicono: "Attenti alla demagogia"

Sugli sprechi della politica, tornati d’attualità dopo la pubblicazione su Facebook della pagina creata da Spider Truman, abbiamo chiesto ad ex parlamentari della nostra provincia cosa ne pensano e cosa ritengono opportuno si faccia per limare i privilegi della "Casta"

Graziano Maffioli
Graziano Maffioli, ex senatore Udc, si infervora quando ricorda tutti i privilegi dei quali è stato testimone a palazzo Madama. «Doppi stipendi, parrucchieri, auto blu», ma d’altro canto invita alla prudenza, «per non passare da un problema all’altro cedendo alla demagogia».
Per esempio Maffioli, ora sindaco del comune di Casale Litta, ammette tranquillamente che lo stipendio di un Parlamentare può essere più che giustificato:«non deve essere uno scandalo dire che se un Parlamentare fa il suo lavoro con senso di responsabilità la remunerazione è più che corretta. I problemi sono altri: quando un parlamentare il suo lavoro non lo fa; e la coda di privilegi e doppi incarichi che sta dietro lo stipendio base».
L’ex senatore invita a guardare dentro al palazzo, in particolare alle agevolazioni date ai parlamentari che hanno funzioni assunte:«è scandaloso che i segretari d’aula, i presidenti e vicepresidenti delle commissioni abbiano uno stuolo di segretari e bonus da percepire e distribuire. Le stesse commissioni andrebbero valutate seriamente, sulla loro opportunità di esistere. Senza contare le autoblu, il parrucchiere ecc.».
D’altro canto, però, Maffioli avverte, «attenzione alla demogogia: sicuramente ci troviamo a fare i conti con agevolazioni che in passato per i parlamentari potevano essere anche giustificabili e che ora non lo sono più, però esistono ancora tanti cosiddetti “privilegi” che invece servono per metterli nella condizione di poter lavorare al meglio. Per questo quando si affronta il discorso serve serietà e prudenza».

Maria Agostina Pellegatta
«Ci sono senza dubbio spese e privilegi da sfoltire, ma serve stare attenti a come si agisce». Maria Agostina Pellegatta, classe 1938, è stata deputata del Pci nel 1972 e nel 1976 e poi senatrice del gruppo “Insieme con l’Unione Verdi – Comunisti Italiani” dal 2006 al 2008: «Auto blu, i viaggi e i rimborsi concessi a pioggia: questi sarebbe opportuno limitarli, ma credo non si debba dare spazio a chi vorrebbe solo i ricchi impegnati in politica – commenta -. Tutti, di tutti i ceti, devono potersi occupare di politica. Ripeto: alcuni costi vanno limitati, e anche ridurre i numeri di parlamentari e membri degli enti inutili è doveroso». Sul vitalizio che anche la senatrice Pellegatta percepisce, il giudizio è diverso: «Credo sia giusto, anzi giustissimo – spiega -. Soprattutto per chi come me non ha altri redditi, è una misura che garantisce uno stile di vita adeguato. Anche qui, certe mega pensioni e altri privilegi simili vanno tolti, ma il vitalizio copra dodici mesi, senza tredicesima: serve per campare».
 
Giuseppe Adamoli
Giuseppe Adamoli, 69 anni, ex consigliere regionale. «I politici che si stupiscono del fatto che queste denunce diventano così popolari nel giro di poche ore o sono degli ingenui o degli idioti. Quel che sta accadendo è una reazione alla pesantezza della manovra economica. Quando le cose vanno bene e il benessere non è inattaccato da crisi economiche, si accettano anche questi privilegi. Oggi non più. Inoltre, la potenza della rete è tale che non consente più di tenere nascoste le ombre, le insufficienze e le magagne del sistema. Nella rete tutto viene alla luce in maniera super rapida. Se ci mettiamo a confronto con l’Inghilterra, ad esempio, sul caso intercettazioni telefoniche, notiamo che là cadono le teste più importanti, della politica, dei media, fino alla polizia. Mentre da noi ci si chiude nella torre d’avorio, le dimissioni sono un istituto sconosciuto e la magistratura diventa il nemico da combattere».
Molti dei privilegi dei parlamentari erano noti, altri lo diventeranno grazie al blogger Super Truman. Ma c’è una cosa più di altre che indigna Adamoli : la gestione dei portaborse. «La questione degli assistenti parlamentari è scandalosa. Io ho fatto il consigliere regionale e so come funziona in Regione Lombardia, dove l’assistente te lo assegna il gruppo e viene messo sotto contratto direttamente dal Consiglio regionale. Questo significa che il consigliere regionale non vede una lira in quanto il rapporto con l’assistente è gestito direttamente dalla struttura funzionale, mentre per i parlamentari è l’esatto contrario».

Piero Pellicini
Piero Pellicini, 69 anni, senatore per due legislature con An dal 1996 al 2006 non ha dubbi: «I costi della politica non sono elevati – dice. Bisogna capire cosa si intende poi per costi: uno stipendio di un parlamentare di 9.000 euro è adeguato per chi deve recarsi a Roma a fare il proprio lavoro». Già, il proprio lavoro: è qui che invece l’opinione del “Senatore” del Luinese, oggi in forza al Fli di Fini come coordinatore della provincia di Varese fa breccia. «Il vero scandalo non è il costo dei parlamentari, bensì il lavoro, o meglio, il non lavoro che essi fanno. E’ scandaloso vedere l’aula vuota. E’ ingiusto che parlamentari votati dai cittadini si assentino così tanto dai lavori. Poi un’altra considerazione: ma chi ci crede che gli eletti voteranno per diminuirsi lo stipendio. Direi che questo sia lo scoglio maggiore da superare». Lei quanto guadagna? «Io attualmente percepisco un vitalizio da 3.000 euro per due legislature». Non le sembra elevato? «Direi di no, mi risulta che le pensioni che vengono erogate ai dirigenti in pensione di aziende pubbliche siano ben più elevati».

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Pubblicato il 18 Luglio 2011
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