La Lombardia guarda al Canton Ticino: nasce la commissione speciale
Il Consiglio regionale ha deciso di creare un gruppo di lavoro dedicato ai rapporti con i territori di confine. Favorevoli PDL, Lega e PD, astensione di Movimento 5 Stelle e del gruppo di Ambrosoli
Nuove proposte, ma anche il controllo sugli accordi già presi e un’attenzione particolare ai lavoratori frontalieri. Con questi e altri obiettivi nasce in Consiglio regionale della Lombardia la commissione speciale dedicata alle "aree di confine": Canton Ticino in testa, ma anche altri cantoni della conferenza elevetica e la provincia autonoma di Trento.
La commissione speciale "Rapporti fra Lombardia confederazione elvetica e province autonome" – nata con le altre tre dedicate a situazione carceraria, antimafia e riordino delle autonomie – ha avuto parere favorevole di Pdl, Lega Nord, Fratelli d’Italia e Partito Democratico, mentre Movimento 5 Stelle e Patto civico con Ambrosoli si sono astenuti.
«Avrà la durata dell’intera legislatura – spiega la relatrice del provvedimento Maria Daniela Maroni (Lega Nord) – e si occuperà dei temi su cui già oggi c’è collaborazione: trasporti, attività produttive, salute e lavoro. In pratica la commissione portarà avanti indagini di natura conoscitiva per avanzare proposte e iniziative; si occuperà di accertare gli accordi vigenti; di valutare le criticità emergenti non solo amministrative ma relative a sociale, occupazione, territorio e sicurezza; di definire indirizzi delle politiche regionali per evitare la delocalizzazione attività produttive fuori confine; di porre le basi per nuovi ambiti di dialogo e nuove prospettive con queste realtà».
La nascita di questo nuovo ente è stata accolta favorevolmente dalla Lega Nord che propone per il futuro di renderla permanente, e dal PDL che con il varesino Luca Marsico e Francesco Dotti di Fratelli d’Italia ha posto l’accento anche sul tema dei «frontalieri e dei ristorni». Favorevole anche il PD: «Il tema più importante – sottolinea il comasco Luca Gaffuri – sarà quello delle infrastrutture a partire da Alp Transit».
Scettici invece i consiglieri di Movimento 5 Stelle e Patto civico con Ambrosoli. «Sarebbe stato prioritario – spiega la gallaratese Paola Macchi (M5S) – istituire prima di questa una commissione speciale sui temi dell’inquinamento e delle bonifiche».
Paolo Micheli (Patto civico) ha chiesto invece all’Aula quale sia «l’idea alla base: tutte le regioni di confine devono mettersi a gestire rapporti con gli stati confinanti? Dialogare va benissimo, ma cerchiamo di non far girare a vuoto la macchina regionale e di non fare commissioni solo per dare qualche carica in più».
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