La rete fa notizia: cresce il ruolo delle “social tv”
Giampaolo Colletti di Altratv, Angelo Cimarosti di Youreporter e Andrea Bettini di Tgr hanno raccontato l'evoluzione della tv ai tempi di internet e dei social media
La rete di Penelope. Si fa e si disfa, cresce e si dissolve. È quello che stanno vivendo tante piccole nuove realtà editoriali, che esplorano i nuovi media, li combinano con i social, cercano vie di sviluppo innovative sull’onda di una crescente voglia di partecipazione dalla base. A Glocal13, moderati da Manuel Sgarella, ne hanno parlato alcuni degli attori di innovazioni mediatiche televisive : da Giampaolo Colletti di Altratv ad Andrea Bettini del Tgr ad Angeolo Cimarosti uno dei padri fondatori di YouReporter.
«L’interazione sociale se da una parte è un potenziale di sviluppo ancora tutto da scoprire, dall’altro rischia di frammentare eccessivamente l’offerta» ha affermato Colletti che si è detto favorevole ai cambiamenti possibili grazie alla web tv purché non si perda di vista il carattere sperimentale che sta ancora vivendo il movimento, con tante realtà che nascono e finiscono nel giro di poco tempo: « È ottima la proliferazione perché è un punto di partenza per virare e aggregare, mentre si cerca la sostenibilità del sistema e si individuano i limiti della rete».
Una realtà di successo è rappresentata da YouReporter che ha fatto del modello "citizen journalist" la filosofia del nuovo canale che raccoglie contributi dalla base: « La pluralità di contenuti crea credibilità – spiega Angelo Cimarosti – poi i contenuti vanno rielaborati secondo gli strumenti professionali giornalistici e gerarchizzati. Oggi, però, si assiste a una crescente credibilità del prodotto "sporco", cioè meno professionale, in quanto ritenuto reale. Anche le grandi testate si stanno adeguando all’immediatezza del filmato amatoriale».
L’ingresso degli smartphone da un lato e della condivisione sui social, dall’altro, ha permesso, quindi, un’evoluzione della notizia e dell’immagine: «Le organizzazione giornalistiche stanno traghettando verso le nuove tecnologie anche se non è facile stare dietro a tutte le innovazioni – ha spiegato Andrea Bettini – La velocità di Twitter permette di conoscere i fatti ancora prima che intervengano gli organi deputati a divulgare. Come nel caso del terremoto in Toscana: i twitt hanno permesso di rendersi conto della situazione ancora prima che partisse l’allarme del Centro di sismologia».
Followers, amici di Facebook, likes, sono tutti strumenti utili per accrescere popolarità e allargare la rete: anche in questo caso, però, occorre studiare perché ogni gestore di un social è potenzialmente veicolo di ulteriore fama: «I social sono utili – ha ricordato Bettini – se aiutano a fidelizzare utenti, se fungono da volano per attivare ulteriore pubblico attraverso gli amici degli amici, se forniscono spunti o idee e, soprattutto, se generano traffico su siti aziendali attraverso i link alla notizia pubblicata».
Il connubio tra cittadini e la piattaforma di riferimento, il giornale che interpreta la comunità, diventa stretto e fruttuoso, ma è dalla redazione che deve arrivare comunque la garanzia della notizia credibile e la sua valutazione di importanza.
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