Il “sogno” di ripensare Palazzo Minoletti

Aperta la mostra sull'edificio razionalista di piazza Garibaldi, con sette progetti presentati dagli studenti del Politecnico di Milano. "Un contributo al dibattito sulla riqualificazione dell'edificio"

Palazzo Minoletti, in piazza Garibaldi, recuperato e trasformato in un luogo d’incontro, con bar, sale mostre, un ostello per visitatori. È l’idea accarezzata dai progetti presentati nella mostra "Ripensare il moderno", dedicata appunto all’edificio razionalista progettato dall’architetto Giulio Minoletti: inaugurata alla mattina di sabato 1 marzo, la mostra (aperta fino al 14 marzo, nell’ambito di Filosofarti e di Officina Contemporanea) si propone come «contributo al dibattito sulla riqualificazione dell’edificio», come ha spiegato l’architetto Matteo Scaltritti, presidente della Società Gallaratese di Studi Patrii, che ha promosso studio ed esposizione insieme al Politecnico di Milano. Il dibattito su questo edificio è stato – hanno sottolineato i promotori – nel tempo piuttosto discontinuo: con le sue linee moderne, il "Palazzo Minoletti" (la denominazione che ha sostituito nell’uso corrente quella originale di Casa del Fascio) di certo non piace a tutti, tanto che in passato più volte si è affacciata l’idea di abbattere l’edificio, aprendo la vista da piazza Garibaldi verso la chiesetta di San Pietro, creando una discutibile continuità di spazio con piazza Libertà. L’edificio – pur segnato dal tempo, dall’incuria, dal vandalismo – resta però una pregevole opera razionalista: nei giorni scorsi è stato anche accuratamente ripulito all’esterno dai graffiti che da tempo deturpavano le piastrelle azzurre che rivestono i muri, materiale scelto al posto del marmo originariamente previsto.

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La mostra su Palazzo Minoletti a Gallarate 4 di 41

La mostra curata da Matteo Scaltritti e Paolo Gasparoli offre uno sguardo sull’opera complessiva dell’architetto Giulio Minoletti, sul suo rapporto con Gallarate (partecipò anche al concorso per il nuovo Piano Regolatore della città, in un gruppo che comprendeva anche Paolo Mezzanotte, autore della Casa del Balilla di piazza San Lorenzo, oggi biblioteca civica), sulla storia dell’edificio di piazza Garibaldi, segnata anche dal periodo. Costruita a ridosso della Seconda Guerra mondiale, con l’Italia già segnata economicamente dalle sanzioni per l’invasione dell’Etiopia, la Casa del Fascio fu in parte modificata rinunciando a materiali più pregiati (il marmo all’esterno), mentre anche il cemento impiegato mostra in alcune parti qualche problema.

Il consolidamento anche strutturale del Palazzo era una delle condizioni da cui sono partiti gli studenti della Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano che hanno presentato progetti per il recupero dell’edificio, nell’ambito del laboratorio di Scienze delle Costruzioni seguito dal professor Roberto Felicetti. I sette elaborati sono presentati ognuno in sei pannelli, offrendo anche l’immagine virtuale degli ambienti recuperati: gli studenti hanno riplasmato lo spazio immaginando il Palazzo usato come spazio per eventi culturali, con un bar caffetteria e un ostello per visitatori, nel cuore della città. In alcuni casi viene ipotizzato un recupero che passi dalla pedonalizzazione della piazza, in altri si pensa a giardini verdi sui tetti piani dell’edificio; il grande spazio centrale al primo piano viene in alcuni casi usato come sala mostre, in altri modificato introducendo un soppalco "a fungo" o una rampa che conduce ai piani superiori; un progetto ipotizza di sfruttare un locale come caffetteria, riproducendo l’arredo interno (perduto in originale) del salone di testa del treno "Settebello" del 1951, disegnato dallo stesso Minoletti. E se grande attenzione è rivolta al rapporto con piazza Garibaldi, molti progetti si rivolgono anche alla parte posteriore, il lato "minore" che pure affaccia sulla chiesetta di San Pietro e che oggi costituisce uno degli angoli peggio sfruttati e più sgradevoli del centro storico. Anche in questo, la mostra è un bel contributo al dibattito su come far rinascere questa zona della città, "cerniera" tra le due piazze più importanti del centro.

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Pubblicato il 01 Marzo 2014
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