Il coraggio per uscire dalla crisi? Arriva dai giovani
L'assemblea dei Giovani industriali Univa ha scelto di raccontare tre storie, nella sua assemblea annuale, intitolata non a caso "Il coraggio delle Idee"
Quando i tempi sono difficili, per uscire dalla crisi ci vuole coraggio. E il coraggio è una caratteristica dei giovani, oltre ad essere insito nel DNA di ogni imprenditore, in ogni settore. Per questo l’assemblea annuale dei Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali di Varese non poteva che intitolarsi "Il coraggio delle Idee": nessuno più che dei giovani imprenditori può rappresentare questo speciale tipo di capacità. «Varese è territorio che comprende sia startup, che imprese di famiglia. Io rappresento la terza generazione della famiglia, sono affezionata alla mia azienda, ma in momenti come questi ci vuole il coraggio delle startup. Bisogna credere nei sogni, senza paura di sbagliare» ha sottolineato Eleonora Merlo, 29 anni, da un anno presidente del Gruppo Giovani imprenditori varesino.
Il tema centrale de “Il coraggio delle idee” è stato sviscerato in particolare durante il dibattito condotto dal giornalista de Il Sole 24 Ore e responsabile di Nòva24, Luca De Biase. Di fronte a lui i protagonisti di vere e proprie imprese, nel senso letterale e figurato del termine: Andrea Aschieri di Wood’d by Algia Sas, Stefano Lodigiani della Lem Srl, Jacopo Vanetti della Jusp Spa. Che hanno raccontato, rispettivamente, le storie di due fratelli che, non ancora 30enni, si inventano una startup per realizzare prodotti in grado di vestire la nuova tecnologia degli iPhone con cover fatte in tradizionalissimo legno, partendo dall’impresa di famiglia fondata dai nonni per produrre stuzzicadenti. Due manager della LEM Srl di Galliate Lombardo (settore occhialeria) che nel 2010 non si arrendono alle intenzioni della proprietà statunitense di chiudere gli stabilimenti per trasferirli in Cina e decidono di rilevare l’azienda, mantenendo in Italia l’azienda con fatturati oggi in crescita. Due ragazzi 25enni che fondano un’azienda (la Jusp Spa con sede legale in Sardegna) che permette a chi commercia di trasformare il proprio smartphone in un POS, attraverso una app e un lettore. «Persone che – ha commentato Eleonora Merlo – hanno in comune una dote: quella di aver avuto il coraggio di buttare il cuore oltre gli ostacoli. Storie straordinarie, ma che nella loro eccezionalità raccontano come sia più diffuso di quanto si pensi il coraggio di fare impresa nel nostro Paese. Di storie come queste è piena anche la nostra provincia. Ben più di quanto il comune sentire possa anche solo immaginare».
«Sperare nel domani si può e si deve. E se non ci credono i giovani, non ci può credere nessun altro. La generazione ha poca rilevanza quando c’è passione – ha aggiunto il neopresidente nazionale dei Giovani Imprenditori Marco Gabriele Gay. Che al suo coetaneo, il presidente del Consiglio Renzi, si rivolgerebbe così: «Innanzitutto, spiegherei cosa possiamo dare noi al governo coetaneo, partendo dal presupposto che gli interlocutori di riferimento sono i giovani. La nostra generazione mette la nuova imprenditorialità, gli startupper: ma chiediamo che in cambio il governo non dia aiuto solo alle aziende che già ci sono, ma a quelle che devono partire e insediarsi, approfittando delle capacità di intraprendere riconosciute all’Italia a livello internazionale».
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