L’idea di un “borgo” per le Candie

In una sala gremita, la Fondazione Maurizi ha presentato il progetto, proposto da Il Melo, per una casa di riposo "aperta", articolata quasi come un paese da costruire sulla collina

La Fondazione Maurizi ha un nuovo progetto per una struttura per anziani da realizzare sulla Collina delle Candie: annunciato solo pochi giorni fa, l’incontro a Villa Oliva ha svelato il nuovo partner scelto dalla Fondazione, vale a dire Il Melo di Gallarate. Cambia l’idea di fondo della "casa di riposo" e si delinea meglio il progetto – ancorchè di massima – che potrebbe sorgere sulla collina.

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A presentare il progetto, prima di tutto il dottor Marco Predazzi della Fondazione Il Melo, che ha descritto la concezione alla base dell’intervento: un borgo fatto di unità diverse, per rispondere a bisogni diversi, dagli anziani autosufficienti alle persone colpite da Malattia di Alzheimer (con minialloggi e "cohousing a progressiva intensità assistenziale"). Il tutto articolato su una struttura che ricostruisce le forme di un villaggio (ispirato dalle esperienze più avanzate all’estero, cui Il Melo ha dedicato anche una mostra), accanto a cui si svilupperebbe «un’area parco restituita alla città nella maniera migliore possibile, prevedendo orti e spazi di ristoro», anche se da questo punto di vista andrà valutato l’effettivo vincolo sull’area oggi a bosco. A illustrare l’idea – comunque nelle sue linee generali – sono intervenuti anche un geologo e l’architetto Elisabetta Cortesi (nella foto, accanto a Predazzi), che ha curato il disegno del "borgo", tracciando «un nuovo percorso rispetto al passato, per dare risposte alla tutela della collina e alle difficoltà dell’età». L’idea è un insieme di edifici di piccole dimensioni («massimo due piani», per cento persone circa), articolati intorno a due strade interne, una più alta e una più bassa e due piazzette (di cui una più legata al "nucleo Alzheimer"), con una gradinata che colleghi la piazza con l’esistente chiesetta, con spazi di vita comune, come il club-circolo o i negozi al servizio degli ospiti. Accanto, l’area che verrebbe mantenuta prevalentemente a verde, con – su tre livelli di terrazzamenti – zona di giochi, parco, orti didattici e funzionali, una porzione a bosco («se arrivassero indicazioni dalla Provincia può anche essere che si decida per mantenere il bosco di robinie», ha chiarito Predazzi). Totale: 18mila metri quadri d’area, di cui 8500 a verde e 9500 per costruzioni e le due strade interne.

Il progetto delineato ha visto un apprezzamento forte da parte di Stefania Federici (Lega Nord) e una valutazione attenta da parte di Mauro Zaffaroni (Pd), che però ha anche criticato la «mancanza di trasparenza» dimostrata dalla Fondazione (nata da un lascito testamentario ai cittadini cassanesi) negli ultimi decenni, fino alle ultime vicessitudini. Molti i dubbi sollevati invece dal Comitato Nord Cassano, per bocca di Andrea Coerezza, che ha in particolare chiesto chiarimenti sui tempi in cui è stato elaborato il progetto (che, in senso stretto, è più una idea da sviluppare): è emerso che la proposta si è delineata a maggio, anche se Predazzi ha chiarito che il Melo stava ipotizzando un intervento simili in altra località, sul Lago Maggiore. Di certo il confronto sul progetto – sostenibilità ambientale ed economica, aspetti idrogeologici – è solo all’inizio.

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Pubblicato il 20 Giugno 2014
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