Religione a scuola? Parliamone seriamente

Pubblichiamo un'interessante riflessione di Giuseppe Adamoli che tocca una questione più che mai attuale. Ve la proponiamo così come scritta dal politico varesino

crocefisso scuola

Pubblichiamo un’interessante riflessione di Giuseppe Adamoli che tocca una questione più che mai attuale. Ve la proponiamo così come scritta dal politico varesino.

Serve l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole così come è fatto nella concretezza quotidiana? Svolge una funzione educativa e formativa? Secondo molti ricercatori e uomini e donne di scuola i risultati sono molto mediocri.

In un’epoca di confronto acceso, si può dire di sfida, fra diverse fedi religiose (vedi Islam in particolare) constatare che l’insegnamento della cultura cristiana è così mal ridotto mi rattrista.

Non so se è colpa del voto scolastico che non conta, degli insegnanti spesso non all’altezza, di un’attenzione scarsa della scuola in generale, ma comincio a pensare che sia un mezzo che affievolisce, invece di rafforzare, la sensibilità religiosa trasmessa empiricamente dalle famiglie.

Se è davvero così, si tratta di una dissipazione culturale pericolosa. Il cristianesimo ha avuto effetti straordinari e fondanti sulla civiltà europea. Sono tra coloro che pensano che sia stato e sia un fattore rilevante e decisivo nella formazione della nostra identità.

Pongo un problema, non ho risposte. Queste dovrebbe pensarle e offrirle la Conferenza Episcopale Italiana giustamente prodiga di consigli e di avvertimenti sulle questioni etiche. Ma questa è una questione centrale. Su un fatto mi sento abbastanza sicuro: non ha senso pavoneggiarsi sui numeri altissimi (anche se in leggera diminuzione) degli studenti frequentanti l’ora di religione se il risultato pratico è quasi irrilevante e in alcuni casi negativo.

A meno che non sbagli completamente analisi.

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Pubblicato il 14 gennaio 2016
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Commenti

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  1. Scritto da cirovar

    Questo è una caro Paese dove LA CHIESA nomina gli insegnanti di Religione, quella solo Cattolica, nelle scuole STATALI. Lo Stato italiano si definisce pero’ LAICO. Poi accadeva che gli stessi insegnanti, cumulato un punteggio per anni di insegnamento di RELIGIONE, facessero il concorso per insegnarne altre avendo pero’ il vantaggio di avere dei punti in piu’ di chi RELIGIONE non aveva insegnato. Tutte le considerazioni fatte da Adamoli vengono DOPO.
    Se lo STATO LAICO ITALIANO si comportasse coerentemente, l’ora di Religione SE LA DOVREBBERO PAGARE coloro che ne facessero domanda. In alternativa inserirei l’insegnamento della Pluralità e della Tolleranza, davvero LAICA, magari prendendo come testo IL DIZIONARIO di Voltaire.

    1. Scritto da Felice

      Ineccepibile. Considero la religione una questione esclusivamente e squisitamente privata.
      Più che insegnarla a scuola occuperei parte del tempo a preparare le persone per quello che gli riserverà il mondo del lavoro in futuro.
      Se proprio si deve insegnare qualcosa a livello umanistico incomincerei a reintrodurre educazione civica.
      Le divinità lasciamole a chi crede e soprattutto trattiamole fuori da una istutuzione che dovrebbe preparare l’individuo per il reale e non per l’immaginario.

  2. Scritto da Arcolbaleno

    In un’epoca multiculturale constatare che l’insegnamento della cultura cristiana è così mal ridotto mi rallegra. L’Italia dovrebbe essere un paese laico, secondo la Costituzione, e la continua ingerenza della religione negli affari di Stato lascerà l’Italia sempre indietro anni luce rispetto agli altri paesi più illuminati. In ogni tempo si è manifestata un’opposizione delle Chiese contro ogni forma di progresso morale e umanitario. Il cristianesimo è il più grande nemico del progresso morale del mondo e fortunatamente molte famiglie hanno aperto gli occhi e non fanno più frequentare l’ora di religione a scuola ai figli.

  3. Scritto da Arcolbaleno

    La religione è e deve essere un fatto PRIVATO. Dannosa invece se portata nel pubblico..

  4. Scritto da mak

    Concordo con cirovar e aggiungo qualche osservazione. Qualche anno or sono, quando le mie figlie erano in età scolare, mi sono preso la briga di leggere un testo di religione ( IRC).Ho avuto la chiara impressione che lo scopo del testo fosse quello di vendere un “prodotto” e che le tecniche usate dai redattori fossero simili a quelle usate nella pubblicità. Sottile persuasione che punta all’inconscio, ed a creare un legame emotivo: metodo scorretto, specie se rivolto a un bambino.

  5. Scritto da mak

    Adamoli non è uno sprovveduto, ma stranamente mescola le pere con le mele. Si riferisce all’IRC ( Serve l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole…) e suggerisce il vaglio della CEI, entrambe oggetti della Chiesa Cattolica, ma poi parla di “insegnamento della cultura cristiana”. Il cristianesimo è un contenitore molto più ampio del solo cattolicesimo. Mormoni, Anglicani, Protestanti, Ortodossi e Testimoni di Geova sono cristiani, ma non cattolici.

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