A Varese la sinistra si divide

Il leader cittadino di Sel Rocco Cordì annuncia che il partito di Nichi Vendola non parteciperà alla costituzione di una lista di sinistra con Musolino

cordi sel big

“Il tentativo di costituire a sinistra una lista innovativa per contenuti e candidature non è più praticabile”. Con questo laconico messaggio il leader cittadino di Sel Rocco Cordì annuncia che il partito di Nichi Vendola non parteciperà alla costituzione di una lista di sinistra alle elezioni comunali di Varese, insieme al gruppo L’altra Varese è Possibile. Ci saranno due liste di sinistra, o addirittura nessuna?

Sel aveva tentato di partecipare al tavolo delle primarie, ma il Pd di Galimberti è andato per la sua strada.

PARLA CORDI’

“In realtà non c’entrano nulla i partiti storici, ma si é aperta una contrapposizione grave tra la maggioranza dell’assemblea che vuole intraprendere un percorso nuovo e il gruppo guidato da Giuseppe Musolino e Thierry Dieng, un gruppo che aveva iniziato il percorso tempo fa e a cui ci siamo affiancati anche noi dopo la rottura col Pd. Loro all’improvviso hanno rimesso le carte in tavola, nonostante l’assemblea venerdì scorso avesse a maggioranza approvato la costituzione di una lista che vedeva come candidato sindaco Flavio Pandolfo, mai iscritto ai partiti, ex dipendente del settore ambiente della Provincia e come capolista una ragazza di seconda generazione, Sara Alhai, 22 anni, studentessa di economia, una giovane di grande sensibilità e che può rappresentare in questo momento un messaggio profondo alla città”.

Secondo Cordì la frattura é irrecuperabile, ma il consigliere di Sel confida che la lista vada avanti anche senza il gruppo originario dell’Altra Varese Possibile, formatosi attorno alle figure di Dieng e Musolino e che paventava invece un candidato immigrato per segnare una forte contrapposizione con la Lega.

“Il punto é che noi abbiamo lavorato alla costruzione di una carta dei valori e di una compagine con logiche diverse da quelle dei partiti, scegliendo persone che non avessero un ruolo nelle segreterie. Loro hanno scatenato una contrapposizione fuori tempo massimo alla riunione di martedì sera per motivi che potremmo definire partitocratici: nessuno dei loro era stato scelto nelle due posizioni apicali. Musolino si era anche autocandidato sindaco in precedenza e forse ha pesato anche questa ambizione”.

E ora che succederà? “La rottura é grave, é molto brutto quanto accaduto. Con quel gruppo il percorso é terminato, spero invece che i tanti che hanno creduto in una Varese diversa continuino a lavorare per una lista della sinistra fuori dalle vecchie logiche”.

 

di roberto.rotondo@varesenews.it
Pubblicato il 23 marzo 2016
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Commenti

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  1. Scritto da lenny54

    E ti pareva! L’estrema sinistra, da decenni i migliori alleati della destra! Ora che c’e’ aria di contestazione all’interno del PD, fanno un mero discorso di occupare spazi per avere piu’ potere. Invece di fare gli interessi delle classi sociali che vorrebbero rappresentare…

  2. Scritto da leonardo_profaci

    complimenti, cosa è che ha spaventato così tanto i maniaci di protagonismo sinistrese? il fatto che le due persone scelte non avessero la tessera di qualcuno dei partitini dello 0,3%? bel risultato!

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