Il pubblico acclama Bulleri, solo Pelle in serata “no”

Il play dà l'esempio, Maynor è in crescita netta, si rivede il vero Kangur. Il pivot antiguano invece si rovina tra falli e palle perse

Openjobmetis - Grissin Bon 82-71

ANOSIKE 7 – OD è uno di quei giocatori che quando sbaglia, lo fa in maniera plateale. Così capita che ci si ricordi di certi suoi errori clamorosi mentre le cose buone vengono dimenticate. Non è però semplice chiudere in “doppia doppia” (10+14) in 27′, aggiungendo tanta quantità in chiave difensiva. Quantità che talvolta lo tradisce e lo costringe al fallo, così Moretti deve dosare i suoi minuti e quelli di Pelle, però la presenza sotto il tabellone del pivot è una delle chiavi del successo.

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MAYNOR 7,5 – Diciamolo sottovoce, ma forse ha ritrovato i ritmi di gara e la condizione minima per giocare “sul serio”. Balla sulle punte per trovare il varco giusto, bilancia le palle perse con i recuperi, sceglie di mettersi in modalità “realizzatore” per sfiorare un ventello che non è solo belle per le statistiche ma è utile per sbloccare l’intero attacco varesino.

AVRAMOVIC 6,5 – Partita meno esplosiva di altre, perché Menetti impone ai suoi di limitare le entrate di mano sinistra, suo marchio di fabbrica. Aleksa parte un po’ contratto ma con il passare dei minuti trova ugualmente il modo di farsi notare in senso positivo.

PELLE 5 (IL PEGGIORE) – Si rovina con le sue mani, ma pure con i piedi, le ginocchia, il tronco e tutte le parti del corpo con cui può commettere fallo. Partita dell’immaturità per il pivot, che può giocare appena 9′ passati, tra l’altro, collezionano palle perse a nastro.

BULLERI 7,5 (IL MIGLIORE) – Il pubblico che in passato lo aveva beccato spesso, per le sue prove con le maglie di squadre “nemiche”, salta in piedi a tributargli un applauso sincero e caloroso durante e dopo la sua prestazione contro Reggio. Incisivo, cattivo al punto giusto, deciso, determinante. Un vero leader e non solo per la carta d’identità: i nostri lettori lo votano MVP, noi ci accodiamo volentieri.

CAVALIERO 7 – Inizia con il piede a tavoletta, poi si prende qualche respiro lungo il corso del match, ma a conti fatti la sua prova torna a essere solida e completa dopo certe recenti sbavature. 10 punti, 5 assist: va benissimo così.

KANGUR 7 – Ecco una prova “alla Kangur”, quello vero. Quello che l’anno scorso è stato il perno della squadra arrivata alla finale europea. Certo, Aradori finisce a quota 21, ma se non va oltre e non trascina i suoi al successo è anche perché KK decide di dare un giro di vite a tutta la retroguardia. E se in attacco torna a fare qualche canestro, è tutto un altro vivere.

FERRERO 6,5 – Non fermiamoci alla prima parte del tabellino, dove compaiono due soli punti (importanti). Guardiamo in fondo, al plus-minus: con lui in campo Varese ha un saldo di +17.

EYENGA 7 – Dopo le macerie nel derby torna a giocare una gara quasi sempre giudiziosa. Fatta cioè di attacchi al ferro quando la difesa si apre, di difese a gambe piegate (e reattive) e braccia larghe, di poche forzature piuttosto sostituite con gli assist (3). Sulla strada giusta.

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 12 dicembre 2016
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