Il settore è in crisi e Agusta Westland è la più esposta

Nino Cartosio della Fiom Cgil commenta i dati forniti da Daniele Romiti direttore della divisione elicotteri di Leonardo. C'è una forte contrazione nelle commesse militari e nell'oil & gas che risente del forte calo del prezzo del petrolio

Renzi, presidente del consiglio, agustawestland, finmeccanica

L’incontro di settimana scorsa tra la direzione della divisione elicotteri di Leonardo (Finmeccanica) e le segreterie dei sindacato dei metalmeccanici, Fiom, Fim e Uilm, ha destato qualche preoccupazione in più del previsto. I dati diffusi durante l’incontro con Daniele Romiti, direttore della divisione, indicano una contrazione sensibile dei ricavi che passano da 3,21 a 2,56 miliardi di euro (20% in meno rispetto lo stesso periodo del 2015) e un calo consistente degli ordini (-48%) che passano 2,88 a 1,53 miliardi di euro.

A fronte di questa situazione, le preoccupazioni del sindacato riguardano la mancanza di un piano dei carichi di lavoro per il 2017. «L’ad Mauro Moretti non dice quali sono i budget per l’immediato futuro – spiega Nino Cartosio (foto sotto), della Fiom Cgil – perché prima deve vedere e validare i piani delle singole divisioni. Ciò non toglie che occorre conoscere la situazione perché c’è una crisi di mercato oggettiva che colpisce anche i nostri competitor, come Airbus. Il nostro problema è che Agusta Westland è la più esposta».

LE CRITICITA’ – La divisione elicotteri di Leonardo sconta due situazioni critiche: una interna, rappresentata  dalla ristrutturazione della società, una esterna, riguardante la contrazione del mercato. «I conti tornano – continua Cartosio – grazie a una serie di operazioni, come i tagli di spesa e  la gestione dell’attivo circolante a spese dei fornitori. Nessuno contesta l’operazione di bonifica che andava fatta, quanto piuttosto la mancanza di una strategia relativa alle acquisizioni che ad oggi non ci sono. La dimensione si riduce sempre di più e alla fine ti penalizza soprattutto nel mercato elicotteristico che oggi sconta una forte contrazione nelle commesse militari – gli americani in questa fase sostengono i loro produttori – e nel settore oil & gas che risente del forte calo del prezzo del petrolio».

finmeccanica

LE POSITIVITA’ – Gli aspetti positivi di questa fase, secondo il sindacalista della Fiom Cgil, sono riconducibili ad alcuni mercati esteri e alla risoluzione di problemi tecnici di alcuni velivoli. La Cina è molto interessata al settore delle eliambulanze, la Polonia ha avviato una gara da circa 3 miliardi di euro per la fornitura di 14 elicotteri al ministero della difesa di Varsavia, gara in cui Leonardo sarebbe in buona posizione, l’Inghilterra dovrebbe assegnare compensazioni dopo l’assegnazione alla Boeing della commessa per gli Apache (possibile la definizione di un memorandum su un elicottero senza pilota nel 2017). Buone notizie anche dal mercato interno. Si sta definendo, infatti, la vendita di 6 AW139 alla guardia di finanza, mentre è stato approvato il programma governativo di finanziamento, 437 milioni di euro, della nuova piattaforma militare che sostituirà i Mangusta in dotazione all’esercito italiano.

PROBLEMI TECNICI RISOLTI – L’impresa ha affermato di aver sostanzialmente risolto i problemi al carrello e all’autopilota dell’AW169, che si presenta quindi come una piattaforma ad alta versatilità. Piu limitato lo sbocco del AW189, che pare destinato a restare nel mercato dell’oil & gas. L’impresa ha inoltre comunicato il rinvio a dopo l’estate del 2017 del certificazione del 109 Trekker e lo stop al programma di sviluppo della nuova piattaforma AW209 in attesa che vengano definite le nuove soglie internazionali per la delimitazione delle categorie di peso degli elicotteri. Questo mentre continuano i lavori di recupero del programma AW609 (convertiplano).

SERVONO SOLDI – «A questo punto – conclude Cartosio – è necessario che l’azienda venga ricapitalizzata. Servono soldi per le piattoforme produttive, per fare acquisizioni e per ridurre l’indebitamento. E proprio alla luce dell’andamento faticoso della divisione riteniamo ancora più necessario procedere in modo spedito al chiarimento e alla condivisione dei dati sui carichi di lavoro definitivi relativi al 2017 e previsionali relativi al biennio successivo».

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Pubblicato il 09 dicembre 2016
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