Una festa colorata e allegra per dire che “c’è Busto” per tutti
Diritti e doveri reciproci per avanzare nel difficile percorso dell'integrazione: al Museo del Tessile si incontrano bustocchi "vecchi e nuovi"
Tanti colori, allegria, giochi e danze per una festa di tutti i bustocchi: per quelli nati e cresciuti a Busto Arsizio e per quelli che in città sono arrivati da poco e da paesi lontani.
Il salone del Museo del Tessile era pieno, sabato pomeriggio, in occasione della festa o “C’è Busto per te”. «Un evento dedicato a chi è nato a Busto e a chi non ci è nato – hanno spiegato gli organizzatori -. Per chi ha in città le sue radici e per chi non le ha ma sta iniziando a mettere. C’è Busto per chiunque si trovi a vivere in città, indipendentemente dal motivo per cui ci si è ritrovato».
Nonostante le polemiche, molto sgradevoli, che hanno rischiato di rovinare il clima intorno all’evento, sabato c’erano tante famiglie con bambini intenti a giocare insieme per tutto il pomeriggio. E poi le associazioni che hanno promosso l’evento e che lavorano quotidianamente per favorire l’integrazione in città.
Un percorso, quello dell’integrazione, che è fatto di diritti e di doveri, come hanno ricordato gli interventi dal palco. Alla festa ha partecipato anche Don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità di Milano.
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