Civelli costruzioni, sì all’ampliamento, monitoraggio di emissioni e rumori

La Provincia ha deciso: la richiesta dell’azienda non dovrà sottostare a valutazione di impatto ambientale. Recepite diverse osservazioni di Comuni e comitati. Impianto nuovo pronto in autunno

Avarie

La Civelli costruzioni potrà ampliare la sua produzione nell’impianto di viale Ticino a Gavirate senza passare dalla valutazione di impatto ambientale, ma potrà farlo solo adottando alcuni precetti da seguire.

Regole per il trasporto delle materie da utilizzare nella produzione di asfalti, per i rumori prodotti dall’impianto, e in ultimo, ma non meno importante, per le emissioni della lavorazione, che dovranno essere controllate con un “monitoraggio in continuo”.

Questa la notizia che si legge nelle carte della Provincia di Varese, ente a cui la Srl aveva presentato richiesta l’estate scorsa per l’ampliamento dell’impianto che passerà dalla lavorazione di 12.750 tonnellate annue a 20.000, impiegando “fresato di asfalto” per la produzione di conglomerati bituminosi.

I GRUPPI LOCALI DI PRESSIONE – La richiesta era stata al centro nei mesi scorsi di una dura battaglia da parte dell’associazione ambientalista Amici della Terra che aveva raccolto i desiderata di molti residenti dei due paesi – Gavirate e Bardello – i quali lamentano non solo le famose “puzze” nella zona, ma anche rumori insistenti, soprattutto la notte.
Da qui documenti, incontri pubblici, raccolte firme, addirittura studi di importanti professionisti legati alla qualità dell’aria, fino alla creazione di un gruppo di volontari che fungessero da “nasi” nella zona, per segnalare i picchi di odori alle autorità competenti.

GLI OBBLIGHI – Nel frattempo l’iter in Provincia continuava, fino alla decisione di pochi giorni fa in cui, all’interno di una voluminosa documentazione vengono ricostruiti i passaggi della richiesta di variazione dell’impianto (che si vede passando dietro al centro commerciale di Gvirate).
Nella risposta protocollata sono riportate le osservazioni dei cittadini e delle amministrazioni comunali, in parte accolte e che obbligheranno l’azienda a sottostare a misure di mitigazione dei rumori (motore spento dei mezzi di stazionamento nel sito, cassoni dei mezzi coperti, cartellonistica stradale con percorso consigliato per i veicoli pesanti, piantumazione perimetrale per evitare il diffondersi delle polveri e nebulizzazione con acqua per evitare lo stesso problema). È poi previsto un monitoraggio del rumore e olfattometrico (da attivare entro sei mesi dalla realizzazione del nuovo impianto) e l’installazione di un “sistema di monitoraggio in continuo con registrazione dei dati e della concentrazione di inquinanti emessi dal camino dell’impianto di produzione del conglomerato bituminoso relativamente ai parametri Polveri Totali Sospese (PTS) e Carbonio Organico Volatile (COV)”. I dati analitici dovranno periodicamente essere inviati ad ARPA.

I TEMPI – Che succederà adesso? Ora l’azienda ha fatto richiesta di Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) che dovrà essere rilasciata sempre dalla Provincia e nella quale l’azienda dovrà prevedere le misure richieste nel progetto definitivo. Una volta rilasciata questa autorizzazione, l’impianto nuovo verrà realizzato verosimilmente entro il prossimo autunno.

L’AZIENDA – Al telefono Giancarlo Civelli è soddisfatto del risultato ottenuto. Ma come sarà questo nuovo impianto? Sarà impattante dal punto di vista paesaggistico? E lavorerà già da subito quasi il doppio del materiale? «L’impianto per ora è fermo: abbiamo smontato la vecchia infrastruttura e realizzeremo quella nuova entro 90 giorni circa, una volta completata l’AUA. Sarà un’unità produttiva sviluppata in verticale, coibentata verso l’esterno, e si presenterà come una scatola chiusa con emissioni sonore e atmosferiche minime. Si tratta di una struttura all’avanguardia per un investimento di oltre un milione di euro. Sui volumi, le 20 mila tonnellate annue sono una quantità da considerare in maniera prospettica».

Secondo Giancarlo Civelli la valutazione realizzata da Provincia di Varese «è molto dettagliata e frutto di un procedimento piuttosto approfondito». «Una decisione che non cambia il nostro atteggiamento – conclude l’imprenditore – . Restiamo aperti e pronti al confronto nei riguardi di tutti».

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 05 aprile 2017
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